domenica 19 agosto 2012

Né avrebbe ella saputo dire, nella sua semicoscienza, quale offerta ella faceva di se stessa né e a chi. La cosa accadde all'improvviso, e le venne, più che dal suo spirito, dalla sua carne tribolata. La compunzione che le aveva per un momento acceso in cuore l'uomo di Dio, le restava ormai come un dolore in mezzo agli altri dolori. Il presente lo sentiva come un'angoscia totale. Il passato era una nera voragine. L'avvenire, un'altra voragine. Il cammino che gli altri fanno a passo a passo l'aveva essa tutto percorso già: per quanto umile fosse il suo destino, in confronto di tanti peccatori leggendari, la sua segreta malizia aveva esaurito tutto il male di cui era capace, ad eccezione di un solo (l'estremo) peccato. Fin dall'infanzia tutte le sue esperienze s'erano coordinate alla ricerca di lui, ogni delusione non era stata che un pretesto a una nuova provocazione.
Perché essa lo amava.
Non è nel branco degli agitati che fanno stupire il mondo col rimbombo dei loro misfatti, che l'inferno trova la sua pastura. Né i più grandi santi sono sempre i santi dai gran miracoli: il contemplativo ha vita e morte ignorate. Parimenti, anche l'inferno ha i suoi chiostri.
Georges Bernanos, Sotto il sole di Satana, dall'Oglio editore, 1965

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