venerdì 16 novembre 2012

STABILITAS LOCI

«libertà dal tempo senza tempo vuol dire eternità»
Contropotere, 1991. 


Mi disse di morire, di farmi quattro birre. Voleva mandarmi all'inferno, vedermi aggrappato alle rive del fuoco, vedermi annaspare godendosi la vista. Godere: non teneva nella borsa le mie cose. Mi chiamava «uomo». Io da straniero vivevo quella casa, come l'orfano, come il povero, come l'anguilla di Pavese. Erano scuri del muro i colori, le righe i soldi l'orario di lavoro. Era il tempo, il suo regime. Era morire, la sopraffazione. Ha vinto in fondo: han vinto loro: mercato del lavoro, senza l'assunzione.
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