mercoledì 28 giugno 2017

EUCARESTIA

sei tu che devi scendere e perderti
tu, pastore di costellazioni
(David Maria Turoldo)

Se non dovessi essere ucciso
mangiato
nello stomaco passato,
se non dovessi assimilarmi,
dalla pelle rifiorire
cuoio capelluto
pezzo d'anima
cellula di cuore;
se non dovessi come fece scivolare
nelle fogne puzzolenti del paese,

se non dovessi, dimmi,
se non dovessi?

da Diarietto cattolico, Giuliano Ladolfi editore, 2016

domenica 25 giugno 2017

una poesia di charles wright

The life of this world is wind.
Windblown we come, and winblown we go away.
All that we look on is windfall. 
All we remember is wind. 
                             -------------------------
La vita di questo mondo è vento.
Soffiati dal vento arriviamo, e soffiati dal vento ce ne andiamo.
Vediamo solo i frutti fatti cadere dal vento.
Ricordiamo il vento soltanto. 

Italia, Donzelli Poesia, 2016 

sabato 13 maggio 2017

DUE BAMBINI ALLA MESSA IN RITO ANTICO

"Profezia dell'Amore misericordioso del Padre, Maestra dell'Annuncio della Buona Novella del Figlio, Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo, insegnaci, in questa valle di gioie e di dolori, le verità eterne che il Padre rivela ai piccoli."

dalla preghiera del Centenario delle apparizioni 1917-2017
 
Alla Messa in rito antico andiamo qualche volta, poche a dir la verità, ma capita almeno ogni sei, massimo sette settimane. Oggi, centenario della prima apparizione a Fatima, sono andato con Paolo, il nostro vivacissimo bimbo di ventidue mesi, nell'unica parrocchia diocesana dove il parroco celebra anche nella forma straordinaria. Avevo deciso questa volta di non seguire il latino dal libretto a disposizione dei fedeli, non cercare di tradurre al volo o recitare nel miglior tempo le poche risposte riservate all'assemblea rincorrendo i miei lontani e scarsi studi liceali della lingua; avevo deciso di rifarmi bambino, guardare davanti e intorno captando movimenti e segni, imparando di sguardi e di rimandi come fossi alla mia prima Messa, seguendo così: senza sapienza, come il mio bambino. Che intanto, dal primo Dominus vobiscum s'era messo a giocare con il suo modellino Burago, il tùtù, facendolo girare lungo tutto il banco, ma incredibilmente in un modo silenzioso, persino durante l'omelia del prete che chiamava alla preghiera e al sacrificio, come chiede la Madonna da cent'anni per andare e far andare in paradiso. Non cercavo di tradurre dal messale, guardavo avanti, verso l'altare, come il prete e i chierichetti e come gli altri nella chiesa; sempre più bambino, dicevo l'amen quando lo sentivo arrivare, genuflettevo se genufletteva il mio vicino; e intanto controllavo Paoletto che lasciava cadere un santino di Maria oltre lo schienale di fronte, faceva due passi, lo raccoglieva, tornava al suo posto e ributtava il santino oltre lo schienale; poi rifaceva due passi per raccoglierlo di nuovo e così via, in un modo però tutto silenzioso, anche quando dice "cacca" storcendo il labbro un po' seccato o quando riconosciuta la grande croce sopra l'altare me la indica dicendo "Giugiù", e io gli dico "bravo, sì, è Gesù". Dopo il Santus, poi, mi sono inginocchiato e così rimango per tutta la calma, silenziosa liturgia di consacrazione: guardavo la croce sull'altare, l'imposizione del prete sul pane diventato Pane consacrato, i segni della croce su quel Corpo vivo e Sacrificio, e così sulle ginocchia ero leggero, commosso nel silenzio vicino all'altare e vicino a quel Pane. L'altro miracolo, che da qualche minuto avevo perso di vista, era invece al mio fianco, Paolo, che proprio in quei minuti di silenzio aveva abbandonato il suo santino: le braccia appollaiate sullo schienale di fronte e le scarpe ben piantate sull'inginocchiatoio, a suo modo chino guardava dritto a lui l'altare e credo quel Pane e aveva come me le mani giunte, almeno quasi, di certo mi imitava. E dire che a Messa lo portiamo ogni domenica: ma vederlo così, capire dai gesti e dal silenzio il momento più cruciale, è stato solo oggi in questa preghiera, in questo sacro rito nel giorno di Maria. Per la prima volta ho visto il mio bimbo guardare da solo Gesù vivo sull'altare... Ite, missa est.  

domenica 16 aprile 2017

giovedì 23 marzo 2017

NEL CD DEI DIVISIONE SEHNSUCHT

CD - BLUCHER RECORDS/LIBRI DA BRUCIARE - 2017

Ecco il disco di debutto dei Divisione Sehnsucht, il gruppo di Giovanni Leo Leonardi, "nato come sorta di sonorizzazione delle poesie di Giorgio Casali e delle opere del pittore contemporaneo Andrea Chiesi". 

Track 4: MY OWN WAY (testo di Giorgio Casali)

Qui una recensione su "Ondarock" in cui viene citato il testo

Qui una recensione su "Versacrum". Qui il disco nel database di "Discogs". Qui la canzone interamente ascoltabile. 

sabato 25 febbraio 2017

La primavera è una pratica di lunghezze
di polmoni più aperti nel sole
sul laborioso procedere di tutto
occhi di madonna, materno
caloroso gonfiamento di ventri 
sempre giorno sempre dopo 
ogni sfascio rossastro 
di tramonto. 

sabato 17 dicembre 2016

Astro incarnato nell'umane tenebre

Questo pulcino tra due paglie
è nato nel sangue, tra due gambe
come, cristo, un povero qualunque
e guardo nei suoi occhi ancora scuri
lo sento che mi manca nello sguardo
mi vedo, mi ritrovo qui nel tempo
poco prima che un gallo canti. 

(inedito pubblicato per i presepi di Marco Bonechi a Fiorano e Carpi, Natale 2016)

sabato 10 dicembre 2016

una poesia di francesco iannone

Potrebbe spezzarsi. Una tenera
asticella
di faggio se eserciti una forza superiore ad un soffio
vince il secco.
Fai sedere il re. E' lui che
ti ingemma le punte dei rami. Domani
abbonderanno le albicocche. 

Pietra lavica, Nino Aragno editore, 2016