mercoledì 6 settembre 2017

Giardini

Daniele Ferrero, untitled 2014

Ad agosto sulla via Giardini passano pochi
ma non nel mio senso: una ragazza ad esempio
si muove verso il centro, straniera.
Solo i semafori fermano i miei settanta,
la musica è tranquilla, non serve andare forte.

Mi ha svegliato il cuore della notte,
sono sceso dal tuo letto coi rimorsi.
Nel film di Monicelli, in mezzo alla morte,
quasi vecchi non smettevano di ridere.

da Sotto fasi lunari  (Incontri editrice, 2013)

lunedì 4 settembre 2017

bankshot is back (solo stasera)

stasera 4/9 sui 101.3 FM modena reggio e in streaming su www.radioantenna1.com torna in diretta bANksHOt (solo stasera) dalle 21 alle 22 [replica domattina dalle 11 alle 14] welcome back

venerdì 25 agosto 2017

una poesia di alberto cellotto

Con ancora un'ora di luce
l'altra sera
da distante mi sono
sembrati davvero tre
buoi al traino, venendo
verso di me. Ma
era solo l'aratro che
traballava quando si capovolge
a bordo del campo
lungo la statale senza alberi che punge
più di un albore.

Poi un riccio pianissimo,
attraversando la strada.
Una, due macchine, io la terza
lo hanno coperto di un fruscio
di pneumatici, la quarta
deve averlo centrato. 

Pertiche, La Vita Felice, 2012.

giovedì 10 agosto 2017

in morte di luciano dian

... la morte non fa epidemie, ne prende uno alla volta, a volte alla svelta e scandalizza tanti e ci lascia a cercare parole sbagliate, sempre comunque - diplomaticamente - sbagliate. Poi lascia tregua, si lascia scordare in pochi giorni con quotidianità solite - solitarie ma pur sempre comunitarie - meccanismi del potere che continua a ingannare, a farla scordare. Alla nostra Madonnina, voleva bene... Luciano Dian: requiescat in pace!

giovedì 3 agosto 2017

[poesia festival 2016]


La serata di poesia a Rocca Rangoni di Spilamberto il 20 settembre 2016, nella XI edizione del Poesia Festival. Con Gabriele Vezzani e Kabir Yusuf Abukar, ha moderato Marco Bini.

mercoledì 28 giugno 2017

EUCARESTIA

sei tu che devi scendere e perderti
tu, pastore di costellazioni
(David Maria Turoldo)

Se non dovessi essere ucciso
mangiato
nello stomaco passato,
se non dovessi assimilarmi,
dalla pelle rifiorire
cuoio capelluto
pezzo d'anima
cellula di cuore;
se non dovessi come fece scivolare
nelle fogne puzzolenti del paese,

se non dovessi, dimmi,
se non dovessi?

da Diarietto cattolico, Giuliano Ladolfi editore, 2016

domenica 25 giugno 2017

una poesia di charles wright

The life of this world is wind.
Windblown we come, and winblown we go away.
All that we look on is windfall. 
All we remember is wind. 
                             -------------------------
La vita di questo mondo è vento.
Soffiati dal vento arriviamo, e soffiati dal vento ce ne andiamo.
Vediamo solo i frutti fatti cadere dal vento.
Ricordiamo il vento soltanto. 

Italia, Donzelli Poesia, 2016 

sabato 13 maggio 2017

DUE BAMBINI ALLA MESSA IN RITO ANTICO

"Profezia dell'Amore misericordioso del Padre, Maestra dell'Annuncio della Buona Novella del Figlio, Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo, insegnaci, in questa valle di gioie e di dolori, le verità eterne che il Padre rivela ai piccoli."

dalla preghiera del Centenario delle apparizioni 1917-2017
 
Alla Messa in rito antico andiamo qualche volta, poche a dir la verità, ma capita almeno ogni sei, massimo sette settimane. Oggi, centenario della prima apparizione a Fatima, sono andato con Paolo, il nostro vivacissimo bimbo di ventidue mesi, nell'unica parrocchia diocesana dove il parroco celebra anche nella forma straordinaria. Avevo deciso questa volta di non seguire il latino dal libretto a disposizione dei fedeli, non cercare di tradurre al volo o recitare nel miglior tempo le poche risposte riservate all'assemblea rincorrendo i miei lontani e scarsi studi liceali della lingua; avevo deciso di rifarmi bambino, guardare davanti e intorno captando movimenti e segni, imparando di sguardi e di rimandi come fossi alla mia prima Messa, seguendo così: senza sapienza, come il mio bambino. Che intanto, dal primo Dominus vobiscum s'era messo a giocare con il suo modellino Burago, il tùtù, facendolo girare lungo tutto il banco, ma incredibilmente in un modo silenzioso, persino durante l'omelia del prete che chiamava alla preghiera e al sacrificio, come chiede la Madonna da cent'anni per andare e far andare in paradiso. Non cercavo di tradurre dal messale, guardavo avanti, verso l'altare, come il prete e i chierichetti e come gli altri nella chiesa; sempre più bambino, dicevo l'amen quando lo sentivo arrivare, genuflettevo se genufletteva il mio vicino; e intanto controllavo Paoletto che lasciava cadere un santino di Maria oltre lo schienale di fronte, faceva due passi, lo raccoglieva, tornava al suo posto e ributtava il santino oltre lo schienale; poi rifaceva due passi per raccoglierlo di nuovo e così via, in un modo però tutto silenzioso, anche quando dice "cacca" storcendo il labbro un po' seccato o quando riconosciuta la grande croce sopra l'altare me la indica dicendo "Giugiù", e io gli dico "bravo, sì, è Gesù". Dopo il Santus, poi, mi sono inginocchiato e così rimango per tutta la calma, silenziosa liturgia di consacrazione: guardavo la croce sull'altare, l'imposizione del prete sul pane diventato Pane consacrato, i segni della croce su quel Corpo vivo e Sacrificio, e così sulle ginocchia ero leggero, commosso nel silenzio vicino all'altare e vicino a quel Pane. L'altro miracolo, che da qualche minuto avevo perso di vista, era invece al mio fianco, Paolo, che proprio in quei minuti di silenzio aveva abbandonato il suo santino: le braccia appollaiate sullo schienale di fronte e le scarpe ben piantate sull'inginocchiatoio, a suo modo chino guardava dritto a lui l'altare e credo quel Pane e aveva come me le mani giunte, almeno quasi, di certo mi imitava. E dire che a Messa lo portiamo ogni domenica: ma vederlo così, capire dai gesti e dal silenzio il momento più cruciale, è stato solo oggi in questa preghiera, in questo sacro rito nel giorno di Maria. Per la prima volta ho visto il mio bimbo guardare da solo Gesù vivo sull'altare... Ite, missa est.