30.8.26
28.7.26
20.7.26
5.7.26
Toschi, quando come tanti a vent'anni ha preso a fare su e giù, di giorno per lavorare e di notte per fare nottata, ha avuto diverse morose a cui piaceva, con una canna o due birre, girare le creste di prima collina, tipo il monte delle Tre Croci, o sopra Sassuolo Montegibbio, e da lì guardare la stesa di luci come una specie di mare punteggiato di navi a vapore; per loro era simile ai film hollywoodiani in cui un ragazzo e una ragazza fantasticavano su città di perdizione dall'abitacolo di un'auto, baciandosi e facendo discorsi sul futuro. Toschi questa attrazione la capiva, però gli ha sempre fatto ombra: più che una baia sul mare la pedemontana per lui era una soglia, oltre la quale c'era lo sprofondo, cosparso di fuochi fatui - troppa vastità in cui smarrirsi. Si è sempre sentito più sicuro con un costone a fianco, che chiude e definisce la vista, da cui si possa dedurre un sopra e un sotto.
Sandro Campani, La casa del dormiveglia, Einaudi 2026
22.6.26
28.5.26
Solo chi ama lo può dire
per Emilio Rentocchini
«L’amore è una lingua che ripassa a inumidire
il ricordo di ogni bacio giovanile»
così mi vien da dire alla domanda
rispondendo a bruciapelo, in assonanza.
Ma l’amore è molto meno intellettuale
di come si può dirlo al ristorante,
una portata sempre al punto di finire –
non patate vicino alla bistecca
ma letame nel posto del contorno.
da Domestiche abitudini
27.5.26
Emidio Clementi, Prima dell'incendio, Playground 2026
8.5.26
Mandami un messaggio prima che venga domani
Mandami un messaggio prima che venga domani
E il nuovo giorno ci costringa in un fast food
Mandami un messaggio tu che sai farmi sognare
Questa notte sarò il tuo nuovo game boy
Datemi un passaggio per fuggire dai locali intelligenti
E dagli sguardi dei clienti
Con le loro auto nuove stretti a donne seminuove
Senza libri e pessimi dj
Oh dj, oh no
Oh dj, love
Mandami un messaggio mentre il falso movimento
Si riposa sogno l'isola di Wight
Pelle di serpente va sicuro tra la gente
In un bagno sta scrivendo Dio è un dj
Oh dj, oh no
Oh dj, love
Partiremo insieme se lo vuoi
Questo oro è finto
Lasceremo insieme se lo vuoi
Questo labirinto
Fuggiremo insieme se lo vuoi
Questo oro è finto
10.3.26
26.2.26
una poesia di Mario Luzi
SENIOR
Ai vecchi
tutto è troppo.
Una lacrima nella fenditura
della roccia può vincere
la sete quando è così scarsa. Fine
e vigilia della fine chiedono
poco, parlano basso.
Ma noi, nel pieno dell’età,
nella fornace dei tempi, noi? Pensaci.
da Dal fondo delle campagne, Einaudi, 1968
30.11.25
SEMBRAVA COSI' FACILE EP
Artwork - Laura Prampolini
22.11.25
2.11.25
Una madre
Passi più spesso a trovarmi, dopo anni che tentennavi! C’è chi dice che non sentiamo più niente, non è vero, ti stavo aspettando. Sei cresciuta, ti sei fatta bella, m’assomigli. Quelli sono i miei capelli, i miei colori scuri, le guance, stella, non senti. Stai sotto e guardi in alto il nostro posto, mio padre, mia madre, mia sorella. Dimmi chi piangi. Chiedi ancora protezione, chiedi un segno e il segno non arriva. Mi spiace, non ho prove delle mie preghiere. Ti direi che sei come volevo che fossi, ti direi di passare più spesso, venire ogni tanto. Grazie dei fiori, bambina.
(inedito)
12.9.25
25.7.25
18.7.25
1.7.25
And if a double-decker bus
Come un anno fa
via quei quattro veli
colorati di fiori, di Smiths,
profumo che sopra m’esplode
secondo che dentro implode
come un anno fa
come un muro che cade
via quello straccio di dosso
l’estate è una truffa
e non ritornerà.
23.6.25
ciao Giò
e non riuscirli a curare
con queste mani inadatte
all'intelligenza del giardiniere
Sono soltanto un piccolo fuoco intenso
in cui bruciare per il tempo di una vacanza
e mai per sempre
anche se poi ti rimarrà la cenere
sui polpastrelli e sotto le unghie
e forse qualche pensiero avrà ancora il mio viso
Ma io resto qui accovacciato sul letto
con questo cuore ancora da autenticare
e un volo ancora da costruire
La notte ha la morbidezza del gatto
lo sguardo sereno di una madre
che ti accoglie tra le braccia
e il tocco vellutato dell'amante
che ti disarma con un solo gesto
Se ieri ero soltanto un ragazzo
domani sarò un astronauta
vedrò la terra dalla luna
e smarrirò tutte le scure paure
nella luce delle stelle
La solitudine non è intorno a noi
ma dentro di noi
bisogna solo saperla accettare
e poi continuare a viaggiare
Perché se ieri ero soltanto un ragazzo
domani sarò un astronauta
Giovanni Gigliano, "L'astronauta" da L'ultima sigaretta, Lulu, 2009








