26.3.18

è il bisbiglio della primavera


È il bisbiglio della 
primavera, sospetta 
dove la neve già si scioglie. 

È nuovo il ciclo, quello 
leggero: passano un poco 
stagioni di gelo.


(da Poesie)

19.3.18

un biglietto pieno di stelle

Adesso ricordo alla prima riunione quando dissero che, oltre a non festeggiare coi bimbi alcuna festa di Natale (probabilmente troppo divisiva) né alcuna festa di Babbo Natale (sicuramente troppo inutile), non si sarebbe fatto alcun biglietto o festa per il papà il 19 marzo, né per la mamma a maggio, a favore di una più generica e inclusiva "festa con le famiglie". L'avevo dimenticato, perché oggi aprendo l'armadietto di mio figlio per riprendere giacca e berretto ero convinto di trovarlo, il biglietto, due scarabocchi colorati e una frasetta semplice, dono di Paolo a me, il papà... 
Né per me, né per nessun altro. Avevo dimenticato l'antifona, oscure linee guida per cui fin dalla tenera età certe cose sembra non vadano più preparate, certe feste non più celebrate, possibilmente neanche ricordate: la maestra non chiede complice al bimbo "hai fatto gli auguri al tuo papà?" quando viene a prenderlo, perché oggi a scuola non si ricorda nessuna festa del papà.
Ma a casa ancora sì. Prima di mangiare, Paolo arriva con un biglietto fresco fresco di pennarelli, la data 19 marzo 2018, una manciata di meravigliosi scarabocchi colorati e un bel messaggio (che la mamma ha scritto, e lui ripete a voce alta tutto contento guardandomi timidino negli occhi) pieno di stelle. 
A scuola, questa gioia non è raccontata. Per scelta. Non è preparata. E' tolta ai padri e alle madri; è gioia che è tolta soprattutto ai bambini, per scelta. C'è un'aria di divieto incredibile, il divieto di festeggiare le cose belle, le prime parole, il primo amore dei bambini: la mamma e il papà. 
E c'è il nostro silenzio: il nostro alla prima riunione, a quella dopo, il nostro alle feste via via soppresse, alle altre che vogliono sopprimere per scelta o "linea guida"; quello degli amici, degli educatori, delle parrocchie che ti prendono per scemo. Un silenzio assordante, mezzo ignorante, che rima sempre più con dittatura.

31.1.18

Poniamo che in tutto il mondo non ci sia che un unico pane in grado di togliere la fame

... e che tutte le creature si sazino anche solamente col vederlo. Ora, la creatura - cioè l'uomo - ha l'istinto di mangiare quando è sano e, se non mangia, se non si ammala, se non muore, quella fame crescerà sempre di più, perché non viene meno quell'istinto. 
Lui è contento, perché conosce il pane che lo può saziare, tuttavia, per il fatto stesso di non averlo a disposizione, non può togliersi la fame.
Questo è l'inferno che vive chi ha una grande fame: più l'uomo si avvicina al pane senza poterlo vedere, più si accende il suo desiderio naturale, che istintivamente è tutto rivolto verso quel pane, in cui consiste la felicità. La certezza di non vedere mai quel pane è per lui l'inizio dell'inferno vero e proprio, quello che vivono i dannati, privati della speranza di contemplare l'autentico pane, Dio Salvatore.
Le anime del purgatorio invece hanno fame, sì, perché non vedono il pane di cui potersi nutrire, ma conservano la speranza del momento in cui potranno vederlo e saziarsene completamente; la loro pena consiste nel non poter soddisfare subito la fame. 

Santa Caterina da Genova, Trattato del purgatorio e altri scritti, Gribaudi, 1996

29.12.17

Sotto fasi lunari

Mi tenevano lontano da te le tue creature, 
inesistenti se non esistessero in te.
(Agostino)


Oh luna che puoi mai significare
se non la ripresenza 
del Signore, la ripromessa di mantenere
vita, che nulla si sfasci
ma tutto lo porti 
– un cuore può soltanto tremolare. 

da Diarietto cattolico, Giuliano Ladolfi editore, 2016

3.11.17

Come sei bella. Viaggio poetico in Italia (Aliberti compagnia editrice)

Leggevo Italia di Charles Wright, il libro che raccoglie le poesie dedicate dal poeta americano alla nostra nazione nel corso della sua lunga carriera, e ho avuto un’illuminazione: perché un viaggio in Italia non lo facciamo scrivere ai poeti italiani? Non che Wright non sia bravo, anzi, ma fatalmente ricorda l’Italia del tempo che fu. Poi Wright è uno solo e le città italiane sono cento, minimo, e per non escluderne nessuna di poeti ce ne vuole gran copia. Bisogna estrarli dal loro solipsismo, mi sono detto, strapparli ai loro festivalini, alle loro recensioncine, al loro piccolo mondo di piccoli premi e prefazioni. “Tutto ciò che serve solo all’autore non vale nulla”: forte di questo pensiero pascaliano ho chiesto ai migliori poeti disponibili a un viaggio letterario di mettersi al servizio di un luogo amato, scrivendone appositamente. Quando ci si mette da parte, ecco che si parte. (dalla prefazione di Camillo Langone)

Camillo Langone ha chiesto a 104 poeti di raccontare in versi il luogo italiano più amato. Ne è uscito un viaggio fatto solo di poesia. Abbate - Accerboni - Arminio - Arslan - Barbaglia - Berra - Bertolini - Bianconi - Borio - Bregola - Broggiato - Brullo - Casali - Cecchinel - Christanell - Cipparrone - Cirulli - Conte - D’Amato - Damiani - Dapunt - De Alberti - De Benedictis - Di Consoli - Di Corcia - Donaera - Donati - Fant - Farabbi - Federico - Ferretti - Filia - Fiumani - Fo - Fratus - Gardini - Garlini - Garufi - Garzia - Genti - Gigli - Gnocchi - Gorret - Grisancich - Grotti - Grutt - Iacuzzi - Iannone - Iuliano - Lamarque - Laudace - Lauretano - Leardini - Lerro - Maldini - Marangoni - Marchesini - Mastrolilli - Matzneff - Mazzotta - Mencarelli - Morasso - Nacci - Neri - Nessi - Nibali - Orlando - Pacini - Pazzi - Pellegrino - Picca - Piccini - Picerno - Previdi - Racca - Riccardi - Rivali - Ronchi - Rondoni - Sacerdoti - Salvagnini - Santoni - Schiavoni - Sebaste - Serra - Serragnoli - Sica - Signorin - Silva - Simoncelli - Sinisi - Socci - Soriga - Tartaglia - Tomada - Tonietto - Tramutoli - Turra - Ulbar - Villalta - Vitagliano - Vitale - Zizza - Zizzi

il libro è disponibile in tutte le librerie
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14.10.17

Le strade le stesse

Per fare domestiche le strade
ci vogliono stagioni, anni e anni
di riandare alla rotonda e non lamento
che l'angolo di sterzo sia sempre
lo stesso, uguale la profondità dei giorni
e quella degli istanti: il cammino
non riesce ad invecchiarmi
per il solo fatto di restarmi. 

6.9.17

Giardini

Daniele Ferrero, untitled 2014

Ad agosto sulla via Giardini passano pochi
ma non nel mio senso: una ragazza ad esempio
si muove verso il centro, straniera.
Solo i semafori fermano i miei settanta,
la musica è tranquilla, non serve andare forte.

Mi ha svegliato il cuore della notte,
sono sceso dal tuo letto coi rimorsi.
Nel film di Monicelli, in mezzo alla morte,
quasi vecchi non smettevano di ridere.

da Sotto fasi lunari  (Incontri editrice, 2013)

4.9.17

bankshot is back (solo stasera)

stasera 4/9 sui 101.3 FM modena reggio e in streaming su www.radioantenna1.com torna in diretta bANksHOt (solo stasera) dalle 21 alle 22 [replica domattina dalle 11 alle 14] welcome back