2.3.15

[esser giusti è questione dell'amore]

Esser giusti è questione dell'amore
anche quando s'imparano lontani
i due corpi per stanze separati. 

24.2.15

UNA RAGAZZA BELLA

Era un volto noto della mia adolescenza, una ragazza bella che al liceo mi salutava appena, amica di amici, e nulla più. Più volte negli anni avevo provato ad agganciarla nel bar dove lavorava, ma niente.
Non so con quanta convinzione, il 21 di luglio accettò di uscire con me, per guardare un film in una biblioteca di Correggio; aveva un paio di jeans corti. [...]

18.2.15

Fuori dall'occhio
gradi trecento sessanta di luce.
E' già il crepuscolo, o forse mattino?
Pittore, Poeta:
si chiami l'imbianchino. 


31.1.15

[forma suono parole al ribalta]

Strade che s’intrecciano e ritornano. Avevo vissuto l’inizio del suo processo di beatificazione, nel duomo di Modena, nove anni fa. Avevo scritto per lui una poesia, qualche tempo dopo, quando passavo i miei giorni e le mie notti a scorrazzare per le colline della mia terra... [continua qui] 

15.1.15

[imparare a bere]

E arriva la sera che s'impara a bere il vino senza nulla da dover dimenticare, la musica sotto e un bel gusto per la lingua, brindando la vita dell'attesa e del presente, di Claudia che torna e di me che sto sveglio per aprirle...

11.1.15

[comprate senza denaro]

L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie.
Isaia

26.12.14

[bisogna dire la verità]

Tecnicamente, la poesia è la scrittura che va a capo: la "scrittura scritta in versi", che prosa non è.

(da un'intervista su Margutte: CLICCA QUI)

25.12.14

UN LIBRO DI RACCONTI INEDITI: CREDERE NEL CAMBIAMENTO

E' uscito Credere nel cambiamento (Spei, 2014). Un libro di dieci interviste raccolte in ambito industriale per la ditta SPEI di Modena e di 29 racconti brevi scritti in prima persona. 



"Mia madre entrò nella stanza con un foglietto in mano: «Chiama questo numero, me l’ha dato Paolo. Si raccomanda molto. Dice di chiamare questo Stefano».
Era uno dei tanti foglietti dei miei genitori, uno dei post-it che ogni mattina trovavo sullo schermo del computer o vicino alla tazza della colazione: «ho sentito che…», «chiama qui…», «ha detto il tale di…».
La verità è che avevo tirato i remi in barca. Ero uno dei tanti traditi dalle promesse dell’università, dalle campagne elettorali, dalle scuole post-laurea, dai programmi di inserimento giovani del governo che mi lasciavano sempre identico a prima, ma più arrabbiato. Inviare curriculum era diventato il mio lavoro, un lavoro che non mi piaceva ma che in fondo non volevo più mollare.
Un giorno come un altro mi decisi a chiamare il numero di Stefano per eliminare una voce dalla lista delle cose da fare; i miei avrebbero pensato che ci avevo provato.
Fissammo un appuntamento nel suo ufficio per il lunedì successivo." 

14.12.14

ho la vista annebbiata e non ho mangiato. il lavoro è preghiera, il lavoro è fatica. pregare è fatica, stare svegli e pronti. perdonare, passar sopra, fare finta di niente. la domenica, dopo il vespro, prima di compieta. ogni lunedì, martedì, giovedì. star pronti. amarla. addormentarsi, risvegliarsi.