29.5.13

UN PO' COME CARLO GUARDAVA

miliardi di giri sotto la tua casa
senza il coraggio di bussare
ma solo alzando della techno il volume
girando in tondo la piazza
come in cerca d'amore

un po' come carlo guardava
i campi alla bertola prima di rientrare
dove adesso minaccia
un enorme ospedale.

18.5.13

[NON SERVE LA CAMPAGNA PER FUMARE SE IL PARCHEGGIO E' COSI' AMPIO E PIOVE]

non serve la campagna per fumare se il parcheggio è così ampio e piove, di gente ce n'è poca. non importa un letto un prato e un telo dove sdraiarsi se i sedili vanno giù così bene. ogni minuto di parole crociate il culo più basso, più fuori le scarpe dal finestrino. oh potesse non finire, sì! potesse piovere per sempre!

13.5.13

una poesia di enrico thovez

Oh, un canto, un inno più vasto! più vasto e libero e forte!
un ampio canto che accolga
questo divino tumulto! Le vostre strofe mi soffocano;
l'anima mia si divincola
fuor dei legami nel sole! Splendimi, o sole, nel cuore!
Oh, non mi uccida la gioia:
oggi, percosso di luce, io getto un grido nel tempo:
fondo in più libere forme
le cose eterne e il mio palpito che le rinnova negli anni!
(Enrico Thovez, Il poema dell'adolescenza)

10.5.13

NOSTRA SIGNORA DI VERDI CAMPAGNE

Daniele Ferrero, 923_modena_11-07-12

E la madonna sul lato della chianca,
l'hai vista meri così piena di gialli fiori bianchi
che ancora c'è qualcuno che li cura?
a volte pensavo che nella vita,
da grande insomma,
non avrei fatto altro che riempire
di pievi ogni quartiere.
non altro per nostra signora
di verdi campagne, del buon consiglio,
non altro da fare d'importante.

26.4.13

PERSONE IN BIANCO E NERO

Noi qui giacciamo, persone in bianco e nero. Abbiamo sempre giudicato nettamente. Mai uno sbaglio concettuale. In modo uguale sapevamo gioire e soffrire, interamente. Non qui giacciamo, persone anticolore - o tutto o niente. Vedevamo completo l’ideale, completo senza smacchi, pronti a sguainare l’arma per difendere il bene dal male.
Il male. Anche con teorie perfette, non lo capivamo. «Da dove viene?» dicevamo, poi lo spingevamo da una parte. Noi qui giacciamo, persone in confusione ogni volta che un chiaroscuro veniva a stuzzicarci - quelle maledette sfumature. Noi qui giacciamo, persone come voi, con vite malinconiche. Il nostro cruccio adesso è questo: non avere mai capito i poco più e i poco meno. Non temevamo che la verità in percentuale. 

18.4.13

31 POESIE PER LA PRIMAVERA


Hai le sterpaglie e i fieni sulla spalla
presi dal campo dove eravamo stesi.
         Quando rientri in macchina 
e sospiri, porti tutto l'odore di stagione
dall'erba al sole, dal seno al fiore.

(da Poesie: scarica QUI)

15.4.13

tratta l'amore come fosse primavera.
abituarsi senza abituarsi.
lasciala fuori la fine che preme.

11.4.13

AMNESIAC

C'era il temporale, prima ero al cimitero. Ho sentito la campana, diceva di risorgere che si poteva. Allora è da te che sono andato. Pioveva e sbuffava, i lampi dalla valle di montagna prendevano tutto il cielo, non è come giù in pianura. Questa volta i cani non parlavano, ho fatto le scale tranquillamente, al buio. La porta era aperta, la sala scura. Così ti ho chiamata, ma non rispondevi. Musica, la tomba richiamava ancora. Il corridoio, la tua stanza che conosco, niente. Era socchiusa però la porta del bagno, più l'aprivo più filtrava un barlume. 
(anteprima da Sotto fasi lunari, che uscirà)

31.3.13

[ANCHE DI MATTINA POI SEI BELLA]

Chiara Ferrari, Senza titolo, 2013

Anche di mattina poi sei bella
nella piazza che non fermi i passanti
cui andrebbero venduti i giornali.

Porta bene questo sole di marzo
tirato indietro dall'ora legale.

28.3.13

24.3.13

una poesia di attilio zanichelli

per G.T.

[...] Ed è per questa stretta al corpo 
che io cado; gli uccelli cadono ed io cado
nell'animata ultima luce. S'addentra
la cieca ventilazione che fa torcere la bocca
e asciuga nell'oscurità, dopo che opaca, tenue,
spossata sugli abitati ogni cosa declina.
Se vivessi, fino a potermi con preghiera e amore
gridare la loro anima libera! I loro canti!
Attilio Zanichelli, Caduta degli uccelli, in Una cosa sublime, Einaudi, 1982

20.3.13

ALLA FINE DI OGNI VERSO


assemblare versi di età diversa,
essere architetti col metro in mano
senza il fuoco sacro di creare.
chiamo dirigismo fare poesie con lo scalpello,
cose da statista non cose da bambino.
credo nella voce che soffia dentro al cuore,
la voce che cambia alla fine di ogni verso:
lei detta, poi passa.
Rendo culto al dio spontaneo,
il dio senza metro della singola poesia
che muore, non risorge, dopo il punto finale

11.3.13

COSE CHE FANNO MALINCONIA

Chiara Ferrari, untitled, 2013
La casa in montagna raggiunta sotto un'ora di pioggia e il cimitero, il dolce cimitero dai quattro cognomi in croce che conosci (i morti dei quattro anni più recenti) e in alto là sulla destra cumuli e spazi ancora vuoti e neve dappertutto ha rovesciato i fiori (chi ci pensa a dar l'acqua ai fiori?); segni della croce (noi che a Dio non ci vogliamo conformare) e bicchieri e cartine per affrontare timidezze da tavolo del bar, da porta che si apre; strade dissestate, orari che corrono sul cruscotto e sonno, sonno vicino di te rannicchiata che dormi che dormi, non si fa l'amore. 

8.3.13

[VORREI SINTETIZZARE LE TUE MOSSE]


Vorrei sintetizzare le tue mosse,
i tuoi passi come un ladro di momenti
perché tutto di te si sta movendo
perché tutto di te mi sta riempiendo