[evito i ma, associo ogni frase all'altra congiungendo con e. È un patrimonio che cresce, aggiunge senza togliere, senza dividere e farsi male]
28.7.14
25.7.14
LUGLIO
resta luglio
a stuzzicare le voglie della sera,
la fame di terra e di mani
sporcate del verde dell'erba dei prati
(notte provincia)
a stuzzicare le voglie della sera,
la fame di terra e di mani
sporcate del verde dell'erba dei prati
(notte provincia)
[potremmo dirci certe cose da fare accapponar la pelle]
18.7.14
Che male adesso questa luce che non vedo,
la luce che passa dagli occhi
e mi pulisce il cuore:
fa male scrostare - fa bene.
Io sono un vecchio corpo da svuotare.
(19 painting 19 poems, Italian Cultural Institute in New York, 2014)
la luce che passa dagli occhi
e mi pulisce il cuore:
fa male scrostare - fa bene.
Io sono un vecchio corpo da svuotare.
(19 painting 19 poems, Italian Cultural Institute in New York, 2014)
11.7.14
23.6.14
VOCI DEL VERBO VA BENE
![]() |
| Federico Lombardo, Disegno 2, 2013 |
cambiamo lavoro ogni due mesi. quando c'è. spesso a chiamata. ci chiamano. se va bene ogni mattina. se va meglio anche dopo mezzogiorno. oppure di notte. facciamo di tutto. siamo disposti. a rientrare con la maglietta sporca. con le mani nere. con la faccia nera. ci lamentiamo. non ci lamentiamo. non serve a niente. va bene così. facciamo corsi. li paghiamo. abbiamo studiato. studiamo. abbiamo centocinque. abbiamo centodieci. va bene così. che ci sbattano pure. ci han detto che la repubblica è fondata sul lavoro. che siamo tutti uguali. che libertà è partecipare. qualcuno è abilitato. qualcuno ci prova. qualcuno non è pagato. stiamo al gioco. non c'è altro gioco. ci hanno detto bamboccioni. lo pensano ancora. leggiamo libri. guardiamo film. facciamo radio. scriviamo recensioni. scriviamo poesie. leggiamo in piazza poesie. condividiamo. gratis, gratis, gratis. sappiamo piangere. possiamo pregare. facciamo esperienza. abbiamo paura. va bene lo stesso. va bene così. il mondo è questo. la cosa è questa. ma non dicano che abbiamo del tempo. che non facciamo niente. voci del verbo. così non va bene.
11.6.14
Entro ti prego che sentiamo il mare
Entro ti prego che sentiamo il mare
le onde l'azzurro l'istante più lontano
di te scollinante che sei tangenziale
che corro cavalco centoventi all'ora
e piano, più piano, la luna, pianura.
(sotto fasi lunari)
le onde l'azzurro l'istante più lontano
di te scollinante che sei tangenziale
che corro cavalco centoventi all'ora
e piano, più piano, la luna, pianura.
(sotto fasi lunari)
3.6.14
una lettura delle canzonette mortali di giovanni raboni
La lettura di "Canzonette mortali", un classico di Raboni edito da Crocetti nel 1986 ed ora compreso nell'antologia Garzanti "Tutte le poesie (1951-1998)".
28.5.14
[parole, poesie e canzonieri d'amore]
14.5.14
LEI NON E' LA MIA RAGAZZA
Lei non è la mia ragazza,
è il mio amore,
e se anche non posso averla dentro casa
sta qui nel mio cuore,
nel mio pancione
dove sempre stanno in comunione
nostalgia con tutto il suo dolore.
è il mio amore,
e se anche non posso averla dentro casa
sta qui nel mio cuore,
nel mio pancione
dove sempre stanno in comunione
nostalgia con tutto il suo dolore.
12.5.14
un ritmo musicale che privilegia simboli e segni
(la seconda recensione di Sotto fasi lunari, su Poetry Dream, a cura di Antonio Spagnuolo)
6.5.14
una poesia di patrick kavanagh
To be a poet and not know the trade,
To be a lover and repel all women;
Twin ironies by which great saints are made,
The agonizing pincer-jaws of Heaven.
(Patrick Kavanagh, Sanctity, in "Collected Poems", 1964)
To be a lover and repel all women;
Twin ironies by which great saints are made,
The agonizing pincer-jaws of Heaven.
(Patrick Kavanagh, Sanctity, in "Collected Poems", 1964)
5.5.14
28.4.14
I CIELI D'IRLANDA
cambierà la città, l'efficienza del tram, la segnaletica stradale. un popolo sarà più o meno triste, gli ubriachi per le strade più o meno felici, più o meno barcollanti quando lasciano il centro e stramazzano sul letto. ci sarà più freddo e più vento, più colline o meno. ci saranno più chances, più buchi da riempire, da prendere a noleggio in cambio di salario o di piacere, nuovi accenti e menù di ristoranti da ingranare. un cielo più azzurro e più ballerino. ma sempre, sempre quando arriva il momento di alzare il collo e chiedere cosa, di alzare la testa per guardarsi dentro, sempre quando devi arrivare a sera e aspettare il nuovo mattino, non c'è chilometro o calza da lavare che ti può cambiare. non c'è distanza, non c'è moda o cosa. greetings from Dublin. cheers.
Iscriviti a:
Post (Atom)




