2.6.20

In questa notte di tornanti

Alcune poesie inedite sul numero 3 di La foce e la sorgente (nuova serie), a cura di Marco Ercolani e Lucetta Frisa, qui. 

6.5.20

Inchinami a ciò che di me è più grande

Portami in faccia ancora il vento
e le luci da sopra la collina,
raccontami famiglie, il borgo del paese,
le piante che dovevi arrampicare.

Dimmi dei prati dove giocavi,
di cosa c’è adesso ne ha preso il posto,
di cosa sarà di queste mie mani.

Curami avvolto nel centro del letto,
inchinami a ciò che di me è più grande,
fischiami l’harvest fammi 
addormentare.

da Domestiche abitudini (Contatti editrice, 2020)

19.4.20

per grazia irricevuta

Il piazzale contava cinque dei fedeli del paese. Ascoltavano la Messa dagli altoparlanti, composti e silenziosi, chi in ginocchio, sul largo piazzale, perché le porte del santuario erano sbarrate. Poi i prelati uscirono col Santissimo esposto, per benedire il paese, e uno smartphone perché tutto fosse online. Obbedivano agli ordini superiori. Pregarono la Vergine perché proteggesse i fedeli, tenuti fuori, lontano dalle grazie. 

21.3.20

PREGHIERA ALLA B.V. DEL CASTELLO DI FIORANO


Vergine gloriosissima, 
che su questo colle di Fiorano 
vi siete degnata di innalzare 
il vostro trono di misericordia, 
ove diffondete, 
da oltre quattro secoli, i vostri favori,
noi, gementi sotto il peso delle angustie e tribolazioni, 
detestando sinceramente pentiti i nostri peccati,
a voi, che siete la nostra Avvocata,
la Speranza nostra, innalziamo, pieni di confidenza, 
la nostra umile preghiera.

Vedete, o Madre, 
quanti pericoli nell'anima e nel corpo ci circondano,
quante calamità ed afflizioni ci turbano.
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi,
delle anime nostre, delle nostre famiglie, 
dei nostri parenti, dei nostri cari defunti
e di tanti che si dicono cristiani e pur amareggiano 
il cuore amabilissimo del vostro Gesù.

Pietà imploriamo per la Patria nostra, 
per il mondo intero, che pentito 
ritorni al vostro cuore, o Madre di Misericordia. 

Non cessate, o Potentissima, di interporvi per noi
davanti al vostro Divin Figlio, fin che tutti condotti 
ci abbiate alla Patria celeste.
Così sia.

(trad. secolo XIX)

11.3.20

Non temere i terrori della morte
se la spina che rimane conficcata
porterai alla fine nella carne
non del tutto intonacata. 

5.12.19

IL SEGRETO DELLE FRAGOLE. POETICO DIARIO 2020

LietoColle 2019

Illustrata dal maestro Alberto Casiraghy

Diciamo la verità: ci sono parole, nelle nostre lingue, che sopportano pesi eccessivi. Parole importanti, sì, ma sovraccaricate di significati, di troppi significati Amore è una di queste. A seconda del contesto in cui la pronunciamo, a seconda dell’intonazione con cui la pronunciamo, può significare la Cosa più essenziale e quella più banale, la più quotidiana come la più rara. Lo sa bene il poeta (qualsiasi aspetto egli assuma: poeta-poeta, poeta narratore, paroliere, drammaturgo…): sa che con parole come Amore, Libertà, Giustizia ecc. deve raddoppiare l’attenzione: rischiano di travolgerlo, di portarlo dove non voleva andare… E, tra queste parole, la più perfida è proprio quella: Amore.
(dalla prefazione di Daniele Gorret)

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