28.7.13

La radio l'accendo ogni mattina siano le otto e un quarto di domenica o le sei quando m'alzo con il sole. ogni volta, prima di ruotare la manopola e il clic del volume sentire, mi ricordo del segno della croce, spaventato segno fronte petto e doppiocuore. è una questione di gerarchia, di priorità che col giorno tendo a scordare e forse, forse qualcuno mi perdona un peccato rimasto millimetri sotto la pelle, tumore benigno che poteva cancrenare o male mortale che tiene bassa la testa e la pressione a supplicare. 

20.7.13

5.7.13

[MOLTI NE VEDONO DI GIOVANI AMORI]

Molti ne vedono di giovani amori
staccarsi al binario, lasciarsi le mani.
Alcuni non voltano lo sguardo,
s'inventano al telefono impegnati.
Hanno paura di male salutare.

Viene dopo il male, 
quando ai minuti al passato s'attaccano
e sembra che memoria sia presente,
balzo fuori dal tempo dittatore
lo sgambetto a gambe inesistenti. 

25.6.13

"POETI DI CORRENTE": L'ANTOLOGIA DI CORRENTE IMPROVVISA

In questa raccolta, edita da "Le Voci della Luna" e curata dai poeti Anna Ruotolo e Matteo Bianchi per "Corrente improvvisa", sono pubblicate cinque mie poesie scritte nel 2012: "Ma tu strapperai queste dita", "Dura durante", "Continui a lasciare nei risvolti le tracce" e, già presenti in questo blog, "Per domestiche abitudini" e "Senza misericordia appoggiarsi".


Le Voci della Luna - Sasso Marconi, 2013
Pagine: 209
Formato: 15 X 21 
ISBN: 978-88-96048-38-2
Prezzo: 15 euro

Per acquistare il libro invia una mail a vociluna@virgilio.it

[CI SONO GLI AMICI A SUONARE E MI DIRIGO]

ci sono gli amici a suonare e mi dirigo
passando a caso la stradella alle dieci
e cerco di fare l'indovino
il viaggiatore astuto evitando polizie come birilli
e a te pensando in questo
prudente sognante avventurarsi per campagne
trovare la fuori città di portile

15.6.13

(è questo sperdere sulla tua bacheca, scovando l'attimo che sei viva, che stai ferma ancora nella stanza)

5.6.13

IT'S ALLRIGHT, IT'S OK

(nel mentre ascolta QUI)



A volte capita che finita la diretta, dopo i saluti a chi ascolta (poi non si può continuare a parlare), sei sette pezzi li infilo nel computer e li faccio girare - sono quelli scartati nel mattino, vuoi per le richieste, vuoi perché non ci son stati e basta oppure ce n'è uno che voglio riascoltare senza cuffie, mentre si va. Allora esco dalla radio che già sta finendo quella nuova dei Bleached e poi, dopo la rotonda dal Famila, dritto a nord per la zona industriale, via Ghiarola Nuova, ecco le tastiere degli Ikon su un brano di Death in June: fall & fall & fall & fall apart. Hanno chiuso molte ditte i battenti, stanno licenziando fuori dal mio finestrino, proprio ora fuori dai centouno-e-tre della mia radio e la strada è rovinata ancora dai camion e dai geli di marzo e nessuno che sistema, ancora non escono gli operai ma un sospetto di sole dice che quasi è già estate. 
La strada è bassa come la terra ma veloce, nessuna fatica: niente metafisica in questo scorrere forte, in questo stringere le curve all'ultimo cantando come viene le parole in inglese, provando a tradurre almeno i ritornelli: spaccano gli Ikon ma più sono i D.A.F. che spaccano sopra il ponte della superstrada - il ponte che ancora nelle mappe non è segnato, che prolunga la Via della Stazione, il treno di Fiorano fermata per Modena - la più dimenticata di tutta la campagna. C'è la System dove lavora mio padre, riprendo il sud direzione Appennino: und tanz den mussolini und tanz den adolf hitler klatsch in die hande und tanz den kommunismus.
Altro ponte su Via Pedemontana, salgo salgo e di colpo c'è tutta la collina là in fondo, la nostra collina verde a primavera e bassa, bassa, m'innamora il santuario che tutti ci guarda, ci guarda la Madonna che non brucia e tutti ci guarda noi quasi collinari, noi dell'industria, e pare un attimo che tutto prenda senso, che tutto si confermi di quel senso fin da quando bambino il papi mi regalava i Pink Floyd, quelli di Barrett, quelli che cantavo ricanto ancora: Look at the sky, look at the river: isn't it good? 
Già davanti c'è il centro dopo il traffico dalla casa dell'Elli e la radio traballa nella sua frequenza dalla farmacia di via Santa Caterina - la via che una volta finiva con la Casa del Popolo, cioè la chiesa di chi in chiesa non andava. Almost ready, almost there / friend in need, friend in deed. Le scalette finiscono sempre, sono come noi ma ne sappiamo il giorno e l'ora, e bisogna staccarle, staccare lo scorrazzare tornando in radio, in via Marconi, prima che l'ultimo brano finisca. Entro che ormai Cinnamon girl finisce, sono tutto in tempo: rimetto la nastro, tutto bene. 

3.6.13

27 orizzontale. Il tempo senza passato né futuro, 8 lettere:

ETERNITA'

29.5.13

UN PO' COME CARLO GUARDAVA

miliardi di giri sotto la tua casa
senza il coraggio di bussare
ma solo alzando della techno il volume
girando in tondo la piazza
come in cerca d'amore

un po' come carlo guardava
i campi alla bertola prima di rientrare
dove adesso minaccia
un enorme ospedale.

18.5.13

[NON SERVE LA CAMPAGNA PER FUMARE SE IL PARCHEGGIO E' COSI' AMPIO E PIOVE]

non serve la campagna per fumare se il parcheggio è così ampio e piove, di gente ce n'è poca. non importa un letto un prato e un telo dove sdraiarsi se i sedili vanno giù così bene. ogni minuto di parole crociate il culo più basso, più fuori le scarpe dal finestrino. oh potesse non finire, sì! potesse piovere per sempre!

13.5.13

una poesia di enrico thovez

Oh, un canto, un inno più vasto! più vasto e libero e forte!
un ampio canto che accolga
questo divino tumulto! Le vostre strofe mi soffocano;
l'anima mia si divincola
fuor dei legami nel sole! Splendimi, o sole, nel cuore!
Oh, non mi uccida la gioia:
oggi, percosso di luce, io getto un grido nel tempo:
fondo in più libere forme
le cose eterne e il mio palpito che le rinnova negli anni!
(Enrico Thovez, Il poema dell'adolescenza)

10.5.13

NOSTRA SIGNORA DI VERDI CAMPAGNE

Daniele Ferrero, 923_modena_11-07-12

E la madonna sul lato della chianca,
l'hai vista meri così piena di gialli fiori bianchi
che ancora c'è qualcuno che li cura?
a volte pensavo che nella vita,
da grande insomma,
non avrei fatto altro che riempire
di pievi ogni quartiere.
non altro per nostra signora
di verdi campagne, del buon consiglio,
non altro da fare d'importante.