30.8.20

da una poesia di mario luzi

[...] E come io non dico altro, lui di nuovo: «O Mario,
com’è triste essere ostili, dirti che rifiutiamo la salvezza,
né mangiamo del cibo che ci porgi, dirti che ci offende».
Lascio placarsi a poco a poco il suo respiro mozzato dall’affanno
mentre i passi dei compagni si spengono
e solo l’acqua della gora fruscia di quando in quando.
«È triste, ma è il nostro destino: convivere in uno stesso tempo e luogo
e farci guerra per amore. Intendo la tua angoscia,
ma sono io che pago tutto il debito. E ho accettato questa sorte».
E lui, ora smarrito ed indignato: «Tu? tu solamente?»
Ma poi desiste dallo sfogo, mi stringe la mano con le sue convulse
e agita il capo: «O Mario, ma è terribile, è terribile tu non sia dei nostri».
E piange, e anche io piangerei
se non fosse che devo mostrarmi uomo a lui che pochi ne ha veduti.
Poi corre via succhiato dalla nebbia del viottolo.

Rimango a misurare il poco detto,
il molto udito, mentre l’acqua della gora fruscia,
mentre ronzano fili alti nella nebbia sopra pali e antenne.
«Non potrai giudicare di questi anni vissuti a cuore duro,
mi dico, potranno altri in un tempo diverso.
Prega che la loro anima sia spoglia
e la loro pietà sia più perfetta.»

Presso il Bisenzio, in Nel magma, Garzanti, 1963

24.8.20

 

:: Seconda serata ::
26 Agosto 2020, ore 21.00
Vignola, Piazza dei Contrari
𝗟𝗲𝗴𝗴𝗼𝗻𝗼:
Kabir Yusuf Abukar
 | 
Roberto Alperoli
 | 
Marco Bini
 | 
Giorgio Casali
 | Fabio Chierici | Marta Fiandri | Francesco Genitoni | Andrea Gibellini | 
Luca Ispani
 | 
Elisa Nanini
 | Alessia Natillo (
Agatalandia Vie
) | Antonio Nesci | Luciano Prandini | Emilio Rentocchini | Stefano Serri | Giusy Stefani | 
Mariadonata Villa
𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗺𝘂𝘀𝗶𝗰𝗮𝗹𝗶
Marco Baroni
 | Lalo Cibelli | Antonio Rigo Righetti
Presenta Donatella Allegro

14.7.20

... la poesia è innanzitutto forma

La poesia è innanzitutto forma; forma che per grazia d'intuizione stilizzata si propone d'interrompere il flusso del tempo, e la minaccia di non-senso che esso porta con sé. 

Massimo Morasso

2.6.20

In questa notte di tornanti

Alcune poesie inedite sul numero 3 di La foce e la sorgente (nuova serie), a cura di Marco Ercolani e Lucetta Frisa, qui. 

6.5.20

Inchinami a ciò che di me è più grande

Portami in faccia ancora il vento
e le luci da sopra la collina,
raccontami famiglie, il borgo del paese,
le piante che dovevi arrampicare.

Dimmi dei prati dove giocavi,
di cosa c’è adesso ne ha preso il posto,
di cosa sarà di queste mie mani.

Curami avvolto nel centro del letto,
inchinami a ciò che di me è più grande,
fischiami l’harvest fammi 
addormentare.

da Domestiche abitudini (Contatti editrice, 2020)

19.4.20

per grazia irricevuta

Il piazzale contava cinque dei fedeli del paese. Ascoltavano la Messa dagli altoparlanti, composti e silenziosi, chi in ginocchio, sul largo piazzale, perché le porte del santuario erano sbarrate. Poi i prelati uscirono col Santissimo esposto, per benedire il paese, e uno smartphone perché tutto fosse online. Obbedivano agli ordini superiori. Pregarono la Vergine perché proteggesse i fedeli, tenuti fuori, lontano dalle grazie. 

21.3.20

PREGHIERA ALLA B.V. DEL CASTELLO DI FIORANO


Vergine gloriosissima, 
che su questo colle di Fiorano 
vi siete degnata di innalzare 
il vostro trono di misericordia, 
ove diffondete, 
da oltre quattro secoli, i vostri favori,
noi, gementi sotto il peso delle angustie e tribolazioni, 
detestando sinceramente pentiti i nostri peccati,
a voi, che siete la nostra Avvocata,
la Speranza nostra, innalziamo, pieni di confidenza, 
la nostra umile preghiera.

Vedete, o Madre, 
quanti pericoli nell'anima e nel corpo ci circondano,
quante calamità ed afflizioni ci turbano.
Pietà vi prenda, o Madre buona, pietà di noi,
delle anime nostre, delle nostre famiglie, 
dei nostri parenti, dei nostri cari defunti
e di tanti che si dicono cristiani e pur amareggiano 
il cuore amabilissimo del vostro Gesù.

Pietà imploriamo per la Patria nostra, 
per il mondo intero, che pentito 
ritorni al vostro cuore, o Madre di Misericordia. 

Non cessate, o Potentissima, di interporvi per noi
davanti al vostro Divin Figlio, fin che tutti condotti 
ci abbiate alla Patria celeste.
Così sia.

(trad. secolo XIX)

11.3.20

Non temere i terrori della morte
se la spina che rimane conficcata
porterai alla fine nella carne
non del tutto intonacata.