28.7.11

BREVE PROSA SCOLLINANTE


Io non lo so, sarà che Dio non ti tocca sempre, che a volte non ti vuoi far toccare ma lo sai che la cosa si può fare. E poi c'è che un po' di male lo provi sempre, qualche mancanza nell'aria è anche salutare, poi si sta meglio. E' come scollinare, un po' su e un po' giù, poi si ricomincia... qualche segno della croce davanti alle maestà o ai cimiteri o alle chiesette... e via che si continua...

19.7.11

To G. from G.

È tornata la collina, è nuova:
se guardi bene là in fondo
c’è la tua casa avvolta in campagna.
No non c’è patria, non c’è
quella che stanno canonizzando
senza processo nei telegiornali.
Abbiamo questa terra, solo noi stasera
sul ciglio parcheggiati:
quando l’alba vedremo arrivare
getterai dei pugni al rossore
e subito, pian piano,
scioglierai le mani
a ringraziare.

8.7.11

SCREAMADELICA



Come la chitarra dopo i tre minuti di Loaded,
così devi piombare mia luna dopo un'ora
di curvamenti dolci e collinari,
una mezz'ora di aspettami che arrivo
come quella volta che era quasi estate
e litri d'amore tracannavi

30.6.11

NO TRUST NO LUST


E' solo terribile poi quando
la festa è finita e non è notte ancora
c'è ancora luce, è verso sera
la festa è finita andate in pace.

10.6.11

MIA CUGINA

per Annalisa

Ad Anna non servono né droghe né bicchieri,
neanche mettere l'orecchio sul balcone
nell'ascolto degli echi del piacere.
Vive per donarsi e non pensare ad altro
che rendere sicura la sua casa.
Campa di luce come a me non riesce.

30.5.11

DIARIO TRA LE RIGHE DI FABIANA SIGNORINI


Ho riletto un libro stanotte che m'era piaciuto. L'ho riletto perché ho parlato con l'autore due ore. Mi ha detto com'era quando stava scrivendo, dov'era - di fronte al mare, lo stesso dove leggevo i miei fumetti. Mentre scriveva, il culo sulla sabbia e un thè alla pesca, io vicino maledivo un amore. Lei scriveva, io non ancora: piangevamo insieme, distanti, non più di sette chilometri lontani. In vacanza entrambi sullo stesso mare, nella stessa parte di provincia: dietro avevamo i monti, aguzzi di marmo, come una certezza garanti dei suoi giochi di parole e di pianto. E il coraggio, credo, di continuare un diario.

24.5.11

CATTEDRA

Arrampichi la scala di poetici valori,
dici che i versi sono il dialogare
tra il poeta ed il lettore, di narciso con amore:
che uscire da te stesso è il solo onore.
Trovo stesso santo un cuore che si scalda,
bella la ragazza là sul ponte
che ferma sopra l'acqua ci fa palpitare,
assorta e contemplata ci perdona.

16.5.11

C'ERA LA LUNA QUASI PIENA

C'era la luna quasi piena dopo la pioggia, giocava mischiandosi ai fari che premevano la torre, la rocca e l'albero, quel tetto provvisorio. E poi senza copione, si cercava di scrivere qualcosa: era giusto il freddo, molte cose anche erano giuste. Il silenzio normale, così lontano ieri da balle di fieno ed erba tagliata: si stava più sopra.

14.5.11

Molti lo vedevano, sei bella. Si limitavano a chiedermi chi fossi. Gli anni passano, già s'erano scordati.

Bruciato quattro donne, stampato un libro, scritte poesie belle, scoperta una nuova forma che sintetizza molti filoni. Sei felice? Sì, sei felice. Hai la forza, hai il genio, hai da fare. Sei solo. Hai due volte sfiorato il suicidio quest'anno. Tutti ti ammirano, ti complimentano, ti ballano intorno. Ebbene? Non hai mai combattuto, ricordalo. Non combatterai mai. Conti qualcosa per qualcuno?

Cesare Pavese, Diari

3.5.11

OLIO

No, non lavarti:
lascia le tracce della notte sulla pelle
tieni l'odore tra le pieghe del tuo corpo
i suoi unti nei capelli
                        dove stringono le cosce.
Lascia quei soffi sulla pelle
a seccarsi.

27.4.11

ma la notte, la notte è tua

NOTTE PROVINCIA: TERZA RECENSIONE

Una recensione di Notte provincia curata da Costantino Belbo, studente di letterature straniere.


La lettura della raccolta di poesie Notte Provincia (2011), seconda fatica poetica del modenese Giorgio Casali, scivola via rapida e scattosa lasciandosi alle spalle una scia del proprio passaggio. Ecco dunque che la caratteristica principale del testo risulta essere un’immediatezza, un’emergenza comunicativa che non oscura, a parte qualche esempio isolato, la ricerca studiata di modalità espressive pertinenti ai temi trattati. Temi trattati che, come si vedrà più avanti, oscillano con delicato equilibrio tra la coppia di figure femminile – la notte e la provincia – protagonista e, a volte, compagna della voce poetica in questione.

In Notte Provincia, i due soggetti poetici si divertono a (s)cambiare forma, figura e significato: ora culla, ora amante vogliosa, oppure viaggio, madre premurosa e ancora nemica. La notte e la provincia si compenetrano, si sfiorano e si avvicinano lasciando forse intendere quanta ricchezza e quanta umanità sia possibile trovare nel nocciolo del buio oppure ne la tua terra buona. Casali, ancora una volta abilmente, racconta le piccolezze della terra che gli appartiene, le sue contraddizioni e le nevrosi che qui hanno trovato radice, scavando quella terra che l’asfalto ha lasciato intatta. L’io poetico sembra suggerire come la notte sia il momento privilegiato in cui ascoltare la terra, in cui curiosare nella propria coscienza, in cui interrogare il dolore e ricordare un’infanzia di viaggi lunghissimi dentro cinque o sei chilometri; ecco dunque che il narratore delinea alcune delle molteplici anime della Notte Provincia – a questo punto un soggetto definito, unico e monolitico –, delle sue profonde ambiguità che si celano sotto apparenti piccolezze e una semplicità ingannevole. Eppure, in linea con la falsa semplicità che racconta, Casali sgrava le proprie poesie di ogni intento didascalico o moraleggiante:


questi versi provinciali si leggono
come un romanzo, ma senza morale.
leggili come se fossero preghiere,
come un inno alla tua terra,
di notte, collina


Eppure, nonostante la ricchezza e la complessità degli argomenti trattati, il vero successo della raccolta risiede nell’indovinato stile poetico e serbatoio lessicale che combacia alla perfezione con i temi del testo. Facendo della semplicità e dell’urgenza comunicativa un caposaldo della propria scrittura, Casali è in grado di porre in risalto in maniera ancor più evidente la caratteristica principale della sua “notteprovincia”: l’essenzialità.


uso la biro come un pennello
in pochi versi
dipingo l’essenziale

Ma nel corso dell’opera poetica, il concetto di “notteprovincia” si allarga rivelando i propri aspetti più complessi e dolorosi, i risvolti esistenziali nascosti da un sottile velo di semplicità. A tal proposito, una delle poesie più riuscite e esplicative recita:


siamo abituati ad uscire quando ci pare
siamo assuefatti a riuscire a cavarcela
sempre da soli: però ne vedi di gente
che si vuole bene. io vorrei darti
finestre spalancate, passi a pochi metri
dai precipizi delle mie colline

Infine, la conclusione della raccolta poetica è affidata ad un suggerimento (probabilmente che la voce narrante rivolge al poeta stesso) che cela una necessità tanto artistica (“continuare a fare un album di verità piccole”) quanto a più ampio respiro in cui il poeta sembra legarsi in maniera sincera e spontanea ad un (non-)luogo materno e sessuale al contempo:


Continueremo ancora un poco
a girare cercando segreti
facendo un album di verità piccole.
Saranno ancora colline notturne
stabili e dolci, ospitali e solitarie.
Notte provincia: un po’ madre
e un poco amante …

In questa poesia conclusiva è dunque condensata gran parte della raccolta Notte Provincia in cui la semplicità e l’immediatezza dell’arte poetica di Casali sposano le piccolezze di una terra complessa che, come ci suggerisce l’autore, si capisce meglio di notte.

Costantino Belbo

25.4.11

LA PRIMA VOLTA

per Claudia, estate 2010



vengo a prenderti stasera, questa notte alle due quando finisci il turno. sarai bella, truccata alla buona davanti allo specchio del posto in cui lavori. starò fuori ad aspettarti in macchina, ritarda pure, non ho fretta: starò aggiustando anch’io i capelli, tirerò la maglietta per farla scollare davanti come va oggi. starò fuori, ma non sarò puro: avrò l’anima bagnata di orgoglio, orgoglio accumulato, e vizio. l’anima frizzante di chi ride dell’amore. anima moderna e letteraria, sempre in tiro, poco sincera. poi uscirai dal portone, lo lascerai dietro senza sbattere, tutto con calma, neanche tu hai fretta. adesso però mi fermo, non sono un indovino. la scaramanzia è il sacro che mi resta. potrà essere ancora tutto nuovo. che tutto succeda come la prima volta. quando gli anni erano pochi. davanti promesse. la prima volta.