28.5.14
14.5.14
LEI NON E' LA MIA RAGAZZA
Lei non è la mia ragazza,
è il mio amore,
e se anche non posso averla dentro casa
sta qui nel mio cuore,
nel mio pancione
dove sempre stanno in comunione
nostalgia con tutto il suo dolore.
è il mio amore,
e se anche non posso averla dentro casa
sta qui nel mio cuore,
nel mio pancione
dove sempre stanno in comunione
nostalgia con tutto il suo dolore.
12.5.14
un ritmo musicale che privilegia simboli e segni
(la seconda recensione di Sotto fasi lunari, su Poetry Dream, a cura di Antonio Spagnuolo)
6.5.14
una poesia di patrick kavanagh
To be a poet and not know the trade,
To be a lover and repel all women;
Twin ironies by which great saints are made,
The agonizing pincer-jaws of Heaven.
(Patrick Kavanagh, Sanctity, in "Collected Poems", 1964)
To be a lover and repel all women;
Twin ironies by which great saints are made,
The agonizing pincer-jaws of Heaven.
(Patrick Kavanagh, Sanctity, in "Collected Poems", 1964)
5.5.14
28.4.14
I CIELI D'IRLANDA
cambierà la città, l'efficienza del tram, la segnaletica stradale. un popolo sarà più o meno triste, gli ubriachi per le strade più o meno felici, più o meno barcollanti quando lasciano il centro e stramazzano sul letto. ci sarà più freddo e più vento, più colline o meno. ci saranno più chances, più buchi da riempire, da prendere a noleggio in cambio di salario o di piacere, nuovi accenti e menù di ristoranti da ingranare. un cielo più azzurro e più ballerino. ma sempre, sempre quando arriva il momento di alzare il collo e chiedere cosa, di alzare la testa per guardarsi dentro, sempre quando devi arrivare a sera e aspettare il nuovo mattino, non c'è chilometro o calza da lavare che ti può cambiare. non c'è distanza, non c'è moda o cosa. greetings from Dublin. cheers.
4.4.14
[una foto una storia]
a QUESTO LINK l'intervista, la galleria fotografica e il video documentario pubblicati dalla Gazzetta di Modena il 31/03/14.
3.4.14
Outside the eye
lightshade degrees: three hundred and sixty.
Is it the dusk, or the dawn is it?
Painter, Poet:
call the whitewasher forth.
lightshade degrees: three hundred and sixty.
Is it the dusk, or the dawn is it?
Painter, Poet:
call the whitewasher forth.
(19 paintings 19 poems, Italian Cultural Institute in New York, 2014; trad. Chiara Ferrari)
27.3.14
19 PAINTINGS 19 POEMS
Il catalogo per la personale di Andrea Chiesi, vincitore del Gotham Prize 2012. 19 paintings 19 poems sono diciannove poesie scritte per diciannove dipinti, tradotte in inglese da Chiara Ferrari.
Era il tempo, il suo regime.
Tremila battiti e colori il mondo,
tremila amori.
E perdere rumori, e perdere colori:
neri, buio, monocromi.
***
Once upon a time, the time and its regime.
Billions beats and colors and billions loves
the world it was.
Then the loss of noise and color:
black, dark, shades no more.
www.andreachiesi.it
www.iicnewyork.esteri.it/IIC_Newyork
8.3.14
2.3.14
INDIE NON SIGNIFICA NIENTE, OVVERO "DELLA GIOVINEZZA"
La generazione del nonno è cresciuta con miti e teorie di giovinezza, ha fatto la guerra, è stata fascista poi partigiana, è invecchiata ed è morta. Le generazioni successive, i giovani degli anni sessanta settanta e ottanta, hanno vissuto le teorie della giovinezza che esse stesse hanno creato, sono state studiate in quanto generazioni ed in quanto contemporanee. Dai jeans al rock'n'roll, dalla politica al punk, dall'impegno al disimpegno, queste generazioni hanno voluto - attivamente o di riflesso - classificarsi, sottoclassificarsi e sottosottoclassificarsi: un dark non ballava gli Smiths, e certe abitudini sono dure a morire. Generazioni giovani che oggi sono diventate musei e fanno mostre, serate a tema, fanno film nei quali loro - i sopravvissuti - raccontano di storie, rivoluzioni, cose uniche e importanti che hanno fatto. Come se il tempo non fosse passato, come se il presente non esistesse più ma fosse fermo là dietro, immacolato. Stanno dovunque, dirigono e sono assessori, esperti giornalisti, classificatori, djs, critici. Conservatori del nuovo che sono stati. Reazionari.
Si dirà di tutto sulla mia generazione, i nati negli anni '70 e '80 e anche dopo: quella che tempo tre mesi prova un lavoro e lo lascia, e poi un altro lo prova e un altro lo lascia; quella che ha ascoltato tutto e fa musica dove dentro c'è tutto e fa fatica a fare schemi; generazione che di "tutto" è ricca e tutta la musica può ascoltare autonomamente, dai blues ai Radiohead ai punk senza farsi un problema di coerenza; che certo non sarà ricordata per la sua giovinezza perché manca - per fortuna - di teorie sulla giovinezza - se ci sono, sono deboli. La nostra identità non è culturale, non ha mode che non passino in tre mesi: indie non significa niente.
Ma non saremo musei, non saremo serate a tema. Non saremo una vecchia generazione di sogni, di politica, di costituzioni e manifesti artistici o di vita. Niente ventennali, niente trentennali. Non staremo a giudicare giovinezze quando avremo cinquant'anni, perché avremo cinquant'anni. Siamo giovani adesso e basta, come margherite. Senza musei. Invecchieremo come i nonni, diventeremo come loro, come loro c'insegnano, nel tempo. Ora in media tra inferno e paradiso.
Ma non saremo musei, non saremo serate a tema. Non saremo una vecchia generazione di sogni, di politica, di costituzioni e manifesti artistici o di vita. Niente ventennali, niente trentennali. Non staremo a giudicare giovinezze quando avremo cinquant'anni, perché avremo cinquant'anni. Siamo giovani adesso e basta, come margherite. Senza musei. Invecchieremo come i nonni, diventeremo come loro, come loro c'insegnano, nel tempo. Ora in media tra inferno e paradiso.
Etichette:
prose,
radiohead,
società,
the smiths
28.2.14
Iscriviti a:
Post (Atom)





