Le foto della serata all'Astoria: guardale tutte qui.
22.12.13
17.12.13
un'altra poesia di saffo
Gli astri d'intorno alla leggiadra luna
nascondono l'immagine lucente,
quando piena più risplende, bianca
sopra la terra.
Saffo, Liriche e frammenti
nascondono l'immagine lucente,
quando piena più risplende, bianca
sopra la terra.
Saffo, Liriche e frammenti
15.12.13
6.12.13
una poesia di saffo
[...] Scuote l'anima mia eros,
come vento sul monte
che irrompe entro le querce;
e scioglie le membra e le agita,
dolce amara indomabile belva-
Ma a me non ape, non miele;
e soffro e desidero.
Saffo, Liriche e frammenti, trad. di Salvatore Quasimodo
30.11.13
BAR
Nessun potere respira l'armonia
nei locali vuoti;
qualche oste fastidia la solitudine
provando a parlarmi.
(attaccamenti)
nei locali vuoti;
qualche oste fastidia la solitudine
provando a parlarmi.
(attaccamenti)
28.11.13
SOTTO FASI LUNARI: DI COSA PARLA IL LIBRO #1
cosa intendo quando dico che il libro parla del tempo? penso al Deserto dei Tartari di Buzzati. C'è uno che aspetta, aspetta la guerra e intanto si ricurva e si invecchia mentre lucida il fucile, sempre quel fucile. In SFL non c'è Giovanni Drogo, non c'è lo stesso fucile (le armi sono molte) ma ci si curva e s'invecchia lo stesso, per natura e per conseguenza: per natura perché non siamo capaci di prolungare benché minimo stato di amore e di piacere a piacimento; per conseguenza aspettiamo di continuo il nuovo-stato di amore (desideriamo), immaginandocelo come nuovo e fuori-dal-tempo (eterno). Ma continuamente facciamo l'esperienza oggettiva della fine, dell'orologio-luna: sembra che niente vi possa scappare. Così c'aggrappiamo al ricordo, trastulliamo il già-stato, ed ecco servite piccole fotografie (poesie) che sembrano stare lì per sempre - perché hanno vissuto il persempre. Fuori, fuori invecchiano anche i locali, coi loro vomiti e i limoni passati. Nonostante le domande buttate sulla luna "senza mai rispondere", di risposte ce n'è. Il resto è dentro.
20.11.13
[SCEGLI PIU' LARGHE LE STRADE INVECCHIANDO]
reggi meno la tensione della curva
quando arriva la rotonda,
duro il volante e spingere più forte la frizione
nei cinquanta più calmi che conosci.
un singolo di knuckles che rimane
in radio come un cuore ripetuto.
19.11.13
[...] Suona Rex pompa Rex pompa
nella testa che sconfina che sfiumana
come le alluvioni in Piemonte ed in Toscana
(sotto fasi lunari)
nella testa che sconfina che sfiumana
come le alluvioni in Piemonte ed in Toscana
(sotto fasi lunari)
Ho tolto il crocifisso dalla mia camera, non voglio che il vicino si offenda quando mi spia.
(da clandestinoZoom n. 321 - 13.11.2009)
8.11.13
MA POI TI HO RICERCATA LUNA
da Sotto fasi lunari
Ma poi ti ho ricercata luna, cadrai
tra sette giorni questo mese bella e piena
come spesso succede a chi prende seme
o prende la pillola e vengono le tette
pompate e gigantesche appese come quadri
dure pareti di carne e nuda
che balla che balla e si fa l'amore
nella notte sottoterra e sopra appena
più umidamente o meglio umilemente.
Ma poi ti ho ricercata luna, cadrai
tra sette giorni questo mese bella e piena
come spesso succede a chi prende seme
o prende la pillola e vengono le tette
pompate e gigantesche appese come quadri
dure pareti di carne e nuda
che balla che balla e si fa l'amore
nella notte sottoterra e sopra appena
più umidamente o meglio umilemente.
3.11.13
SOTTO FASI LUNARI: UN'INTERVISTA
L'intervista andata in onda su E'TV Antenna1 il 22/10/2013 all'interno della rubrica "Notizie fioranesi".
29.10.13
[...] pass through the fire to the light
(Lou Reed)
(Lou Reed)
28.10.13
Il prossimo Bankshot sarà dedicato all'ultimo capolavoro di Lou Reed.
Ascolto integrale dell'album e lettura dei testi, a cura di Giorgio Casali.
Mercoledì 30 Ottobre 2013 in FM 101.3 (Modena e Reggio)
o in streaming su www.radioantenna1.com.
[...] Sembra che sia stato fatto tutto ciò che deve essere fatto
da quaggiù però le cose non sembrano giuste
ma ci sono cose che non ci è dato sapere
Forse c'è qualcosa lassù
qualche altro mondo di cui non sappiamo niente
So che tu odi quella stronzata mistica
è solo un altro modo di vedere
la Spada di Damocle sulla tua testa
da quaggiù però le cose non sembrano giuste
ma ci sono cose che non ci è dato sapere
Forse c'è qualcosa lassù
qualche altro mondo di cui non sappiamo niente
So che tu odi quella stronzata mistica
è solo un altro modo di vedere
la Spada di Damocle sulla tua testa
Lou Reed, The Sword of Damocles
26.10.13
SOTTO FASI LUNARI SU RADIO ANTENNA1
La puntata della presentazione di Sotto fasi lunari andata in onda la sera del 21 ottobre 2013 su Radio Antenna1 di Fiorano Modenese.
Ha condotto il programma Vittorio Ferrari (Radio Heart), con letture di Maria Golinelli, interventi in studio e fotografie di Chiara Ferrari.
Un grazie speciale a Barbara Lodi che ha registrato la puntata.
Un grazie speciale a Barbara Lodi che ha registrato la puntata.
Info sul libro qui.
18.10.13
La prima presentazione di Sotto fasi lunari sarà radiofonica, all'interno dello spazio Radio Heart di Vittorio Ferrari.
Parole momenti e domande sull'ultimo libro di Giorgio Casali, con la musica di Radio Antenna1, recitazioni e arrossamenti.
Leggerà Maria Golinelli.
Lunedì 21 Ottobre 2013 in FM 101.3 (Modena e Reggio)
o in streaming su www.radioantenna1.com.
14.10.13
una spiritualità di tangenziale
(la prima recensione di Sotto fasi lunari, su Concretamente Sassuolo, a cura di Chiara Ferrari)
12.10.13
[...] Otium, Catulle, tibi molestum est
Catullo, Carme 51
7.10.13
non c'era nessuno
per strada tranne la pioggia, umida godente amica dell'autunno d'emilia col
cielo appiattito sull'asfalto, il cielo confuso coi marciapiedi bagnati e i
vetri gocciolanti del mio parabrezza. era tutto bagnato. sei scesa due volte
dalla macchina con bassa la testa, di nulla t'accorgi ma elegante il cappotto
lo dice che Autunno comanda, che il tempo è cambiato e così se ne sta per
l'aria nostra la pioggia, il nostro paese, oh piena autunnale che opprime, che
toglie le cose che ha dato l'estate - è un sogno l'estate.
29.9.13
SOTTO FASI LUNARI: IL NUOVO LIBRO
Incontri Editrice - Sassuolo, 2013
Pagine: 129
ISBN: 9788896855546
Prezzo: 12 euro
(dalla prefazione di Anna Ruotolo)
info at www.incontrieditrice.com
Pagine: 129
ISBN: 9788896855546
Prezzo: 12 euro
Non passa niente per il cuore che non sia
la luna: arriverà tra poco piena.
Qui dalla rocca si vede giù il paese,
le luci elettriche della notte bella
e in fondo il ponte che collega due province.
Ma non siamo venuti qui per questo:
c'è la festa dentro il borgo che sale
tra le strade ciottolate antiche,
ragazze che festeggiano bevute l'estate
e non è ancora la festa dell'uva.
[...] La già svisceratissima luna fa da base, contraltare e cartina di tornasole per le cellule in crescita di una poesia fortemente ficcata in resoconti continui, un segnare e risegnare ogni tappa su questo pianeta e su ogni pianeta alternativo o satellite. Come se ci si ricordasse dell’altro lato di qualcosa e delle potenzialità delle cose. Niente è lasciato nel vuoto. Non è permesso perdere niente nel flusso della storia. Ecco, allora, che i temi scivolano, come un rosario, sul grande calendario della vicenda personale di Casali e la vicenda delle piccole e grandi figure che appaiono sulle righe dei giorni, pronte a testimoniare un passaggio di materia e fenomeni fascinosi come le maree “nei giorni che finiscono / dopo l’alba ricominciano”.
la luna: arriverà tra poco piena.
Qui dalla rocca si vede giù il paese,
le luci elettriche della notte bella
e in fondo il ponte che collega due province.
Ma non siamo venuti qui per questo:
c'è la festa dentro il borgo che sale
tra le strade ciottolate antiche,
ragazze che festeggiano bevute l'estate
e non è ancora la festa dell'uva.
[...] La già svisceratissima luna fa da base, contraltare e cartina di tornasole per le cellule in crescita di una poesia fortemente ficcata in resoconti continui, un segnare e risegnare ogni tappa su questo pianeta e su ogni pianeta alternativo o satellite. Come se ci si ricordasse dell’altro lato di qualcosa e delle potenzialità delle cose. Niente è lasciato nel vuoto. Non è permesso perdere niente nel flusso della storia. Ecco, allora, che i temi scivolano, come un rosario, sul grande calendario della vicenda personale di Casali e la vicenda delle piccole e grandi figure che appaiono sulle righe dei giorni, pronte a testimoniare un passaggio di materia e fenomeni fascinosi come le maree “nei giorni che finiscono / dopo l’alba ricominciano”.
Non credo di sbagliare se dico che il luz, il nocciolo duro e immortale dal quale sempre si riparte, della poesia di Giorgio Casali sia la luce, in un modo tutto velato e poi subito svelato, in un mondo venuto addosso sempre un po’ oscuro e quindi sempre un po’ incerto ma vissuto come ampolla dove si creano i destini, ogni ciclo vitale, ogni ragione.
La luce, certamente, e – sopra e sotto quella - il tempo.(dalla prefazione di Anna Ruotolo)
info at www.incontrieditrice.com
accidenti all'ipocrisia, alla malinconia
20.9.13
- A volte, - disse Poli, - mi chiedo se le donne capiscono. Se capiscono che cos'è un uomo... Le donne o gli corrono addosso o scappano per farsi rincorrere. Nessuna donna sa stare sola.
- All'una di notte ne incontri, - disse Pieretto.
- C'è stato un tempo che le credevo sensuali, - disse Poli guardando a terra, - credevo sapessero almeno questo. Macché. Non vanno oltre la pelle. Nessuna donna vale un pizzico di droga.
Cesare Pavese, Il diavolo sulle colline.
15.9.13
[OH LIMONCIARE, LA TUA BIONDA LINGUA]
oh limonciare, la tua bionda lingua
e biondi i capelli, al sole rossori,
giocando a intonarsi col nero
che c'è nella gonna,
che abbiamo nel cuore,
le nostre bandiere quest'oggi sul prato
(lo Stato scordiamo con un bacio)
e biondi i capelli, al sole rossori,
giocando a intonarsi col nero
che c'è nella gonna,
che abbiamo nel cuore,
le nostre bandiere quest'oggi sul prato
(lo Stato scordiamo con un bacio)
I want you to be there
When he gets to the end
Have to find a way
per Veronica
12.9.13
[IL BACIO ME L'HAI DATO CHE ANCORA]
to G.
il bacio me l'hai dato che ancoranon era mezzanotte: buonanotte m'hai stretto
prima di scendere la scala della metro.
eri preoccupata di perdere la scarpa,
così sei sparita dietro il muro.
sono rimasto senza peccato,
solo soltanto un orologio in mano.
5.9.13
25.8.13
19.8.13
[IN GIRO PER COLLINE OGNI GIORNO T'ANDREI]
guidando un po' io un po' te
dove un grande bel pezzo d'emilia
vediamo vivere la notte
che è quella del cuore,
il nostro cuore calmo
di luci in dormiveglia ardendo.
8.8.13
... molti dei padri non ci vanno più:
sanno la collina che li aspetta,
che li nutre, che li lascia avvinghiati alle case
guardare da interni balconi parcheggi,
perdite d'olio su asfalti macchiati:
l'hanno dentro, nelle loro preghiere,
loro bambini salivano al cielo.
sanno la collina che li aspetta,
che li nutre, che li lascia avvinghiati alle case
guardare da interni balconi parcheggi,
perdite d'olio su asfalti macchiati:
l'hanno dentro, nelle loro preghiere,
loro bambini salivano al cielo.
4.8.13
28.7.13
La radio l'accendo ogni mattina siano le otto e un quarto di domenica o le sei quando m'alzo con il sole. ogni volta, prima di ruotare la manopola e il clic del volume sentire, mi ricordo del segno della croce, spaventato segno fronte petto e doppiocuore. è una questione di gerarchia, di priorità che col giorno tendo a scordare e forse, forse qualcuno mi perdona un peccato rimasto millimetri sotto la pelle, tumore benigno che poteva cancrenare o male mortale che tiene bassa la testa e la pressione a supplicare.
5.7.13
[MOLTI NE VEDONO DI GIOVANI AMORI]
Molti ne vedono di giovani amori
staccarsi al binario, lasciarsi le mani.
Alcuni non voltano lo sguardo,
s'inventano al telefono impegnati.
Hanno paura di male salutare.
Viene dopo il male,
quando ai minuti al passato s'attaccano
e sembra che memoria sia presente,
balzo fuori dal tempo dittatore
lo sgambetto a gambe inesistenti.
staccarsi al binario, lasciarsi le mani.
Alcuni non voltano lo sguardo,
s'inventano al telefono impegnati.
Hanno paura di male salutare.
Viene dopo il male,
quando ai minuti al passato s'attaccano
e sembra che memoria sia presente,
balzo fuori dal tempo dittatore
lo sgambetto a gambe inesistenti.
25.6.13
"POETI DI CORRENTE": L'ANTOLOGIA DI CORRENTE IMPROVVISA
In questa raccolta, edita da "Le Voci della Luna" e curata dai poeti Anna Ruotolo e Matteo Bianchi per "Corrente improvvisa", sono pubblicate cinque mie poesie scritte nel 2012: "Ma tu strapperai queste dita", "Dura durante", "Continui a lasciare nei risvolti le tracce" e, già presenti in questo blog, "Per domestiche abitudini" e "Senza misericordia appoggiarsi".
Le Voci della Luna - Sasso Marconi, 2013
Pagine: 209
Formato: 15 X 21
ISBN: 978-88-96048-38-2
Prezzo: 15 euro
Per acquistare il libro invia una mail a vociluna@virgilio.it
[CI SONO GLI AMICI A SUONARE E MI DIRIGO]
ci sono gli amici a suonare e mi dirigo
passando a caso la stradella alle dieci
e cerco di fare l'indovino
il viaggiatore astuto evitando polizie come birilli
e a te pensando in questo
prudente sognante avventurarsi per campagne
trovare la fuori città di portile
passando a caso la stradella alle dieci
e cerco di fare l'indovino
il viaggiatore astuto evitando polizie come birilli
e a te pensando in questo
prudente sognante avventurarsi per campagne
trovare la fuori città di portile
15.6.13
5.6.13
IT'S ALLRIGHT, IT'S OK
(nel mentre ascolta QUI)
A volte capita che finita la diretta, dopo i saluti a chi ascolta (poi non si può continuare a parlare), sei sette pezzi li infilo nel computer e li faccio girare - sono quelli scartati nel mattino, vuoi per le richieste, vuoi perché non ci son stati e basta oppure ce n'è uno che voglio riascoltare senza cuffie, mentre si va. Allora esco dalla radio che già sta finendo quella nuova dei Bleached e poi, dopo la rotonda dal Famila, dritto a nord per la zona industriale, via Ghiarola Nuova, ecco le tastiere degli Ikon su un brano di Death in June: fall & fall & fall & fall apart. Hanno chiuso molte ditte i battenti, stanno licenziando fuori dal mio finestrino, proprio ora fuori dai centouno-e-tre della mia radio e la strada è rovinata ancora dai camion e dai geli di marzo e nessuno che sistema, ancora non escono gli operai ma un sospetto di sole dice che quasi è già estate.
A volte capita che finita la diretta, dopo i saluti a chi ascolta (poi non si può continuare a parlare), sei sette pezzi li infilo nel computer e li faccio girare - sono quelli scartati nel mattino, vuoi per le richieste, vuoi perché non ci son stati e basta oppure ce n'è uno che voglio riascoltare senza cuffie, mentre si va. Allora esco dalla radio che già sta finendo quella nuova dei Bleached e poi, dopo la rotonda dal Famila, dritto a nord per la zona industriale, via Ghiarola Nuova, ecco le tastiere degli Ikon su un brano di Death in June: fall & fall & fall & fall apart. Hanno chiuso molte ditte i battenti, stanno licenziando fuori dal mio finestrino, proprio ora fuori dai centouno-e-tre della mia radio e la strada è rovinata ancora dai camion e dai geli di marzo e nessuno che sistema, ancora non escono gli operai ma un sospetto di sole dice che quasi è già estate.
La strada è
bassa come la terra ma veloce, nessuna fatica: niente metafisica in questo
scorrere forte, in questo stringere le curve all'ultimo cantando come viene le
parole in inglese, provando a tradurre almeno i ritornelli: spaccano gli Ikon
ma più sono i D.A.F. che spaccano sopra il ponte della superstrada - il ponte
che ancora nelle mappe non è segnato, che prolunga la Via della Stazione, il
treno di Fiorano fermata per Modena - la più dimenticata di tutta la campagna. C'è la System dove lavora mio padre, riprendo il sud direzione Appennino: und tanz den mussolini und tanz den adolf hitler klatsch
in die hande und tanz den kommunismus.
Altro ponte su
Via Pedemontana, salgo salgo e di colpo c'è tutta la collina là in fondo, la
nostra collina verde a primavera e bassa, bassa, m'innamora il santuario che
tutti ci guarda, ci guarda la Madonna che non brucia e tutti ci guarda noi
quasi collinari, noi dell'industria, e pare un attimo che tutto prenda
senso, che tutto si confermi di quel senso fin da quando bambino il
papi mi regalava i Pink Floyd, quelli di Barrett, quelli che cantavo ricanto ancora: Look at the sky, look at the river: isn't it good?
Già davanti c'è il centro dopo il traffico dalla casa dell'Elli e la radio traballa nella sua
frequenza dalla farmacia di via Santa Caterina - la via che una volta finiva
con la Casa del Popolo, cioè la chiesa di chi in chiesa non andava. Almost ready, almost there / friend in need, friend in deed. Le scalette finiscono sempre, sono come noi ma ne sappiamo il giorno e l'ora, e bisogna staccarle, staccare lo scorrazzare
tornando in radio, in via Marconi, prima che l'ultimo brano finisca. Entro che
ormai Cinnamon girl finisce, sono tutto in tempo: rimetto la
nastro, tutto bene.
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3.6.13
27 orizzontale. Il tempo senza passato né futuro, 8 lettere:
ETERNITA'
29.5.13
UN PO' COME CARLO GUARDAVA
miliardi di giri sotto la tua casa
senza il coraggio di bussare
ma solo alzando della techno il volume
girando in tondo la piazza
come in cerca d'amore
un po' come carlo guardava
i campi alla bertola prima di rientrare
dove adesso minaccia
un enorme ospedale.
senza il coraggio di bussare
ma solo alzando della techno il volume
girando in tondo la piazza
come in cerca d'amore
un po' come carlo guardava
i campi alla bertola prima di rientrare
dove adesso minaccia
un enorme ospedale.
18.5.13
[NON SERVE LA CAMPAGNA PER FUMARE SE IL PARCHEGGIO E' COSI' AMPIO E PIOVE]
non serve la campagna per fumare se il parcheggio è così ampio e piove, di gente ce n'è poca. non importa un letto un prato e un telo dove sdraiarsi se i sedili vanno giù così bene. ogni minuto di parole crociate il culo più basso, più fuori le scarpe dal finestrino. oh potesse non finire, sì! potesse piovere per sempre!
13.5.13
una poesia di enrico thovez
Oh, un canto, un inno più vasto! più vasto e libero e forte!
un ampio canto che accolga
questo divino tumulto! Le vostre strofe mi soffocano;
l'anima mia si divincola
fuor dei legami nel sole! Splendimi, o sole, nel cuore!
Oh, non mi uccida la gioia:
oggi, percosso di luce, io getto un grido nel tempo:
fondo in più libere forme
le cose eterne e il mio palpito che le rinnova negli anni!
un ampio canto che accolga
questo divino tumulto! Le vostre strofe mi soffocano;
l'anima mia si divincola
fuor dei legami nel sole! Splendimi, o sole, nel cuore!
Oh, non mi uccida la gioia:
oggi, percosso di luce, io getto un grido nel tempo:
fondo in più libere forme
le cose eterne e il mio palpito che le rinnova negli anni!
(Enrico Thovez, Il poema dell'adolescenza)
10.5.13
NOSTRA SIGNORA DI VERDI CAMPAGNE
![]() |
Daniele Ferrero, 923_modena_11-07-12 |
E la madonna sul lato della chianca,
l'hai vista meri così piena di gialli fiori bianchi
che ancora c'è qualcuno che li cura?
a volte pensavo che nella vita,
da grande insomma,
non avrei fatto altro che riempire
di pievi ogni quartiere.
non altro per nostra signora
di verdi campagne, del buon consiglio,
non altro da fare d'importante.
26.4.13
PERSONE IN BIANCO E NERO
Noi
qui giacciamo, persone in bianco e nero. Abbiamo sempre giudicato nettamente.
Mai uno sbaglio concettuale. In modo uguale sapevamo gioire e soffrire,
interamente. Non qui giacciamo, persone anticolore - o tutto o niente. Vedevamo
completo l’ideale, completo senza smacchi, pronti a sguainare l’arma per
difendere il bene dal male.
18.4.13
31 POESIE PER LA PRIMAVERA
Hai le sterpaglie e i fieni sulla spalla
presi dal campo dove eravamo stesi.
Quando rientri in macchina
e sospiri, porti tutto l'odore di stagione
dall'erba al sole, dal seno al fiore.
(da Poesie: scarica QUI)
11.4.13
AMNESIAC
C'era il temporale, prima ero al cimitero. Ho sentito la campana, diceva di risorgere che si poteva. Allora è da te che sono andato. Pioveva e sbuffava, i lampi dalla valle di montagna prendevano tutto il cielo, non è come giù in pianura. Questa volta i cani non parlavano, ho fatto le scale tranquillamente, al buio. La porta era aperta, la sala scura. Così ti ho chiamata, ma non rispondevi. Musica, la tomba richiamava ancora. Il corridoio, la tua stanza che conosco, niente. Era socchiusa però la porta del bagno, più l'aprivo più filtrava un barlume.
(anteprima da Sotto fasi lunari, che uscirà)
31.3.13
[ANCHE DI MATTINA POI SEI BELLA]
![]() |
Chiara Ferrari, Senza titolo, 2013 |
Anche di mattina poi sei bella
nella piazza che non fermi i passanti
cui andrebbero venduti i giornali.
Porta bene questo sole di marzo
tirato indietro dall'ora legale.
28.3.13
di giovedì non si scrive mai.
laverò questi piedi - li laverai?
laverò questi piedi - li laverai?
24.3.13
una poesia di attilio zanichelli
per G.T.
che io cado; gli uccelli cadono ed io cado
nell'animata ultima luce. S'addentra
la cieca ventilazione che fa torcere la bocca
e asciuga nell'oscurità, dopo che opaca, tenue,
spossata sugli abitati ogni cosa declina.
Se vivessi, fino a potermi con preghiera e amore
gridare la loro anima libera! I loro canti!
Attilio Zanichelli, Caduta degli uccelli, in Una cosa sublime, Einaudi, 1982
20.3.13
ALLA FINE DI OGNI VERSO
essere architetti col metro in mano
senza il fuoco sacro di creare.
chiamo dirigismo fare poesie con lo scalpello,
cose da statista non cose da bambino.
credo nella voce che soffia dentro al cuore,
la voce che cambia alla fine di ogni verso:
lei detta, poi passa.
Rendo culto al dio spontaneo,
il dio senza metro della singola poesia
che muore, non risorge, dopo il punto finale
11.3.13
COSE CHE FANNO MALINCONIA
![]() |
Chiara Ferrari, untitled, 2013 |
8.3.13
[VORREI SINTETIZZARE LE TUE MOSSE]
Vorrei sintetizzare le tue mosse,
i tuoi passi come un ladro di momenti
perché tutto di te si sta movendo
perché tutto di te mi sta riempiendo
Deve il mattino sempre ritornare? Non finisce mai il dominio terreno? Un'infelice attività consuma il volo celeste della notte. Il sacrificio occulto dell'amore arderà mai in eterno? Fu misurato alla luce il suo tempo; ma la signoria notturna è senza tempo e senza spazio. - Eterna è la durata del sonno. Sacro sonno - non beatificare di rado i consacrati alla notte in quest'opera quotidiana sulla terra. Solo i folli ti disconoscono e nulla sanno del sonno, se non l'ombra che tu compassionevole getti su noi nel crepuscolo della notte veridica. Non ti percepiscono nel flutto dorato del grappolo - nell'olio prodigioso del mandorlo, e nel succo bruno del papavero. Non sanno che sei tu che aleggi intorno al tenero seno di fanciulla e che ne rendi il grembo un cielo - non intendono che tu procedi da antichi racconti e schiudi i cieli, e rechi la chiave ai soggiorni dei beati, silente messaggera di misteri infiniti.
Novalis, Inni alla notte, Feltrinelli, 2012; traduzione dal tedesco di Susanna Mati
27.2.13
MACCHINETTA
lasciarne meno in testa che dentro il lavandino
è come convertirsi, è come
ripartire dopo essersi guardati e dire
cavolo mondo m'hai fatto soffrire.
20.2.13
[...] Intimorita non insisteva. Si affrettava a riportare gli sguardi sullo schermo, e d'allora in poi David era laggiù, al centro del grande, grigio rettangolo luminescente che occupava il fondo della sala, intento a accendersi una sigaretta con le mani inguantate, a ballare in smoking, a fissare occhi negli occhi donne bellissime, meravigliose, a premersele contro il petto, a baciarle lungamente sulla bocca... Il film la prendeva a un punto tale, insomma, che più tardi, al termine dello spettacolo, quando si ritrovava all'aperto, se David, insinuando un braccio sotto il suo facendo a un tratto la voce carezzevole, le proponeva per riaccompagnarla a casa il medesimo percorso che avevano compiuto all'andata, ogni volta, come svegliandosi di colpo da una specie di sonno, trasaliva con violenza.
Giorgio Bassani, Dentro le mura, Mondadori, 1980.
17.2.13
... e nel profumo della tua vita voglio trovare l'energia per scommettere col male e col problema di esser viva
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16.2.13
questo sempre lasciarsi identificare con chi perde: è quello offeso, quello oltraggiato che non sa camminare; riesce appena a barcollare. è quello brutto in classe liceale, quello che ha smesso di studiare ma muoverebbe montagne; chi può scoprirlo, chi lo capisce?
13.2.13
12.2.13
QUELLO CHE SI SBAGLIA
era cosa semplice: che il tempo scappava, non avevo dubbi. E tutto quel male che corteggiavo fino a sbatterlo nel letto, a schizzarlo sui muri a righe dell'appartamento, m'insegnava a morire, a soffrire ancor più con diffidenza: volevo fissare la luna coi chiodi nel cielo, tenerla lì sopra stuzzicante e piena di pillole anticoncezione, che ci fosse sempre in calore, senza invecchiare gonfia di femmina e di forme. ma le forme le ha perse e dove non c'è amore l'amore sfiorisce, lo ritrovo per caso smagrito al banco senza luce un anno come cinque invecchiato. e non serve ridare benzine stuzzicando poesie come olive al granparty, non serve l'ho visto se non l'ha questo spirito che piange dalla culla, scimmiotta l'estate costruendo il suo dolore da fiera, oggetto da esposizione il suo dolore ricercato che magari può piacere o darle tono tanto quanto il tacco come arzilla signorotta in cerca. ho perso tempo, ma non piango. che il tempo stia sotto, che sto guarendo, è cosa semplice imparare.
9.2.13
MEMORIE DI SUPERFICIE
ogni sera guardarlo intanare
dietro la scala di plastica verde;
dallo stereo Lou Reed stava stonando,
dentro il vizio di un fumo clandestino;
ricordo le ore
della lotta con lo specchio... quanto perdevo,
tanto puro e tanto sciocco.
Poesia: lei il premio di ogni umiliazione,
mistica gioia del tormento, salario...
sento ancora le voci straniere
delle parole dei miei vicini?
Quella purezza... quella magrezza...
ponti di festa di luce divina...
(Attaccamenti, 2010)
2.2.13
LARGO BOLOGNA
27.1.13
MENSE MAIO: UN ARTICOLO DI MATTEO BIANCHI
Non battono le ore
di grazia
le campane
Ho estratto questi versi dalla raccolta inedita che mi ha spedito il modenese Giorgio Casali, Mense maio, germogliata dopo il terremoto che colpì noi emiliani lo scorso maggio, come scolpisce solenne il titolo, quasi fosse l'incipit di una preghiera. Difatti, a causa dei danni, numerosi campanili non scandirono più la giornata e «altri saranno i canti della luce» - rincuorava in Terremoto (2003) la cubana Teresa Melo - da intonare, da far risuonare «nell'oscurità» di chi si è trovato ai piedi macerie. Nelle ore della sua peregrinazione, sia a piedi per la campagna, sia in auto nei paraggi di Fiorano Modenese - dove è nato - Casali rammenta i «paesi meno sotto il flash dei quotidiani / [...] gli ultimi sempre in ogni caso», magari tralasciati dai più perché non facevano notizia, e li nomina lui con la parola poetica, insieme alle vittime, scrive «ventisette funerali sono tanti». Definitosi "liberoversista", Casali possiede un lirismo disinvolto, tutt'altro che retorico, rapido e asciutto, che piega la sintassi del verso al contenuto; e più è forte, è decisivo il contenuto, più la sintassi è flessa in suo favore, arco pronto a scoccare un'impressione. Una scelta audace quanto il suo temperamento che, però, si conserva genuino e coerente. [...]
Matteo Bianchi
da "inedito zero", La Nuova Ferrara, 25/01/13.
26.1.13
*
Mi potessi solamente riposare
sui tuoi fianchi che sono come il molo,
fossimo pure già calmi come salmi
per dormire di nuovo la domenica
e tutto il pomeriggio
sul divano accucciati,
succhiate caramelle
benedizioni pasquali.
sui tuoi fianchi che sono come il molo,
fossimo pure già calmi come salmi
per dormire di nuovo la domenica
e tutto il pomeriggio
sul divano accucciati,
succhiate caramelle
benedizioni pasquali.
15.1.13
NEL BICCHIERE DEI VOSTRI DESIDERI
to A.
"Sono all'apice Kevin, è il mio tempo questo. È il nostro tempo..."
L'avvocato del diavolo, 1997
Avete d'esser molto giovani, ma non sapete. È per non far conti con la morte che credete a chi vi dice di vivere tutto, che ogni lasciata è persa? L'han detto tutti, pure l'amico, ma è una favola vecchia: c'abbiamo creduto, e finché siam soli continueremo a crederci, faremo finta anche se non ci crediamo. Perché siamo condannati, abbiamo le catene: coglieremo l'attimo comunque, caleremo il bicchiere ch'è davanti (ci sia dentro qualunque fugacità: lo so, cara, quanto fascino che dà).
Abbiamo creduto a tutti quelli che dicevano d'inseguire la nostra felicità; ne parlavano continuamente, l'avevano sempre in bocca: declinava con festa, cinema all'aperto, relazioni umane, amore. Abbiamo creduto a tutto non credendo a niente, ci siamo svuotati. Ora voi, lettori, direte: per fortuna non è questo il mio caso. Penserete d'esser liberi, di non esser levigati dagli eventi. Di non essere corrotti. E che basta esser giovani per redimersi. Presto non sentirete più la parola redenzione: non riuscirà a colpirvi, ne avrete già trovato surrogati; farete sport, volontariato, proverete a ingentilirvi leggendo qualche poeta.
Sarete in ritardo. Il male no, non lo vedrete dentro di voi, non lo vedete: vi han detto che non c'è, che è un'opinione da vecchi, uno scherzo da preti; perché disturba; una nozione, ecco, solo una nozione che guasta il mare che sono le occasioni, le vostre occasioni, la vostra vita; il bicchiere dei vostri desideri.
Fratelli, ne rimarrete senza; vi troverete stanchi. Finirete a non pensarci, a non darlo a vedere: quando direte che sì, siete felici, in cuore saprete che non è vero. Avrete il corpo pieno di cose e mentirete, Dio quanto mentirete sul dancefloor, sul banco del locale, tirati per la cena di lavoro, con gli amici, negli occhi del vostro nuovo amore: avrete già imparato a sostenere sguardi, a tradire dal principio e così sia.
Cambiate rotta, prendete in mano quel timone adesso, ché dopo è tardi
- chiedete a chiunque.
- chiedete a chiunque.
13.1.13
LA PREGHIERA
da Attaccamenti, 2010
In cuore una prece, fatto vorrei mirare il sole
che oggi ancora danza negli ultimi sussulti d'inverno.
Quanto darei per la pace, volgere un goccio di verità
a chi vuole parlarmi. Un giorno vedrò
a un palmo la strada, la nebbia infinita morire.
In cuore una prece, fatto vorrei mirare il sole
che oggi ancora danza negli ultimi sussulti d'inverno.
Quanto darei per la pace, volgere un goccio di verità
a chi vuole parlarmi. Un giorno vedrò
a un palmo la strada, la nebbia infinita morire.
11.1.13
una poesia da Notte provincia
Spurgato, speranza seccata,
non ti darei poi molto
a parte questa notte,
sempre più fitta e bella
dove grilli e cicale
non sentono salite.
3.1.13
FIN DOVE QUESTO VENTO SPAZZA VIA IL CIELO
Fosse soltanto un desiderare
d'alzare con due dita la tua gonna
oppure, ancora: fantasticando
di forzarti la cerniera
e poi farti vedere
fin dove questo vento spazza via il cielo
fin dove le alpi di Verona
si vedono lontane
fin dove dentro
d'alzare con due dita la tua gonna
oppure, ancora: fantasticando
di forzarti la cerniera
e poi farti vedere
fin dove questo vento spazza via il cielo
fin dove le alpi di Verona
si vedono lontane
fin dove dentro
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